LIBRI FANTASY ITALIANI 2020: L’EREDE DELL’ELK 2

Vi presento la seconda parte de “L’erede dell’Elk”, inserito tra i migliori libri fantasy italiani del 2020. Jack è un ragazzo di diciotto anni, che un giorno scopre di avere poteri magici quando un misterioso vortice lo porta in una cattedrale sotterranea. La sua vita cambia completamente, anche perchè conosce Brandon, fotomante molto attraente( per il suo personaggio mi sono ispirato all’attore Tyler Hoechlin), e anche se lui è fidanzato con la cattivissima Selena, scoppia una passione tra di loro. Se sei un fan dei libri fantasy italiani o degli ebook gay, questo romanzo fa per te!

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Leggi qui la prima parte del racconto se te la sei persa!

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“Poteva stare tranquillo, per il momento.

E poi, dopo tutti quei casini, ci voleva proprio un momento per mandare a fanculo la tensione.

Le sue dita cominciarono a massaggiarsi le palle, mentre pensava a Brandon. Appena rivedeva in mente le sue chiappe perfette, e i suoi addominali così virili, una scarica di eccitazione percorreva il suo pene.

Sentì le dita bagnarsi, cosa che non gli succedeva mai così in fretta.

Improvvisamente, nella sua fantasia entrò anche Tormund.

Immaginò di stare nella sua stanza, insieme a Brandon. Tutti e tre erano nudi, Jack era imbarazzato e si sentiva inferiore, perchè i loro corpi erano bellissimi, imponenti e super maschili, rispetto al suo.

<<Succhia!>> gli ordinò Tormund, con il suo tono gentile ma estremamente autorevole. Jack obbedì, e si avvicinò con la bocca al membro. Non era scappellato, e aveva anzi un prepuzio spesso e carneo. Jack prese in bocca l’intero pene in un colpo solo, e quasi tossì quando quello prese naturalmente la via della gola.

Il ragazzo si sentiva pieno come mai lo era stato, il pene toccava e premeva ogni angolo del suo canale orale. A quel punto sentì due mani possenti che afferravano il suo culo, quelle di Brandon. Voleva voltarsi, ma era troppo occupato.

Sentiva Tormund godere e mugugnare rumorosamente, mentre gli accarezzava la testa, e all’improvviso avvertì una superficie ruvida che gli massaggiava l’esterno dell’ano.

Doveva essere la lingua di Brandon. All’improvviso, non poteva trattenersi. Prese a mugugnare, mentre la lingua giocava col suo buchino, entrando dentro, uscendo, raschiando le pareti, e poi penetrando di nuovo, più in profondità.

Sentiva la pressione che lo spingeva in avanti, verso il membro succoso del Khalvir. Lo leccava e lo baciava lateralmente con le labbra, e si sentiva pronto a ricevere tutto il suo liquido.

A quel punto però Brandon si staccò dall’orifizio, e cominciò a sculacciare il ragazzo.

<<L’ho capito subito, quando ti ho visto, che eri solo una troietta>> gli disse Brandon, mentre gli mordeva l’orecchio con foga.

Lui si sentiva sottomesso come non mai. Jack era vergine, e non aveva idea di come fosse fare sesso, ma quando si metteva ad immaginare, era come se le cose stessero davvero accadendo.

Il suo piccolo pene venne, nella sua mano, riempiendola di sborra calda. Provò scariche di piacere così forti, che anche le gambe sembrarono senza controllo, per qualche istante.

La fantasia si interruppe, lasciandolo bagnato, sfinito e pieno di goduria.

Era in un territorio inesplorato, magico, forse, oppure era semplicemente impazzito. Ma in quel momento non gli importava, perchè aveva trovato un nuovo ragazzo su cui fissarsi.

Jack si ripulì, ed attese che Brandon uscisse dal bagno. Ci vollero una ventina di minuti buoni, ma alla fine il ragazzo aprì la porta, ed uscì da lì in accappatoio.

<<Spero che tu non abbia curiosato tra le mie cose, mentre non c’ero>> esclamò quello, aggrottando le sopracciglia.

Jack scese dal letto, scuotendo la testa.

<<No, no, non mi permetterei mai>>

Brandon annuì, con sguardo serio.

Poi si tolse l’accappatoio, e cominciò a vestirsi.

Anche se aveva eiaculato da poco, ad Jack venne duro di nuovo, vedendo nuovamente il suo bellissimo sedere e gli addominali.

Brandon indossò dei jeans scuri, delle scarpe da ginnastica, ed una camicia a quadri rossa e azzurra.

Era vestito in modo molto informale, ma il suo bellissimo viso e il suo fisico lo facevano apparire un modello, sia da nudo che coperto.

<<Bene, ora andiamo!>> esclamò quello, una volta che fu pronto <<Ti mostro un pò il posto>>

Jack gli sorrise. A quel punto, l’eccitazione per quel mondo nuovissimo e scintillante, e misterioso al tempo stesso, aveva preso il sopravvento sulla paura.

Uscirono dalla stanza, e ritornarono nell’androne principale.

C’erano alcuni ragazzi qua e là, e uno di loro salutò Brandon, mentre si muovevano verso il lato est.

<<Vedo ragazzi di tutte le età, dai 13 ai 30 tipo…dura così tanto lo studio qui?>> gli chiese Jack, mentre prendevano un corridoio che non aveva mai visto.

<<Di solito si comincia a quattordici anni, anche se ci sono alcuni ragazzi precoci che vengono qui a dodici, o tredici. E si prosegue almeno fino a diciotto, anche se varia in base alla disciplina>> gli spiegò Brandon <<E poi ci sono quelli come me, che vogliono entrare a far parte dell’Ordine>>

<<L’Ordine?>> gli chiese Jack, curioso.

<<Sono i massimi studiosi dell’Elk. Il Khalvir è uno dei capi dell’Ordine, il referente in questa scuola. E se mi impegno abbastanza, potrò diventare il suo assistente>>

Jack annuì, accumulando le informazioni.

Dopo qualche minuto di camminata, raggiunsero un portone che dava verso l’esterno.

Brandon oltrepassò la porta, ed Jack lo seguì.

Si ritrovarono in un ambiente grande la metà di un campo da calcio, con sedie, tavoli, sgabelli, e due banconi da bar. Era tutto metallico, come nelle altre sale, ed ampie vetrate permettevano di dare uno sguardo all’esterno.

Jack quasi corse verso i finestroni, per vedere dove fosse.

Il paesaggio che vide era bizzarro: a quanto pareva, la scuola si trovava su una collinetta, immersa nel verde: vide un giardino lussureggiante, pieno di piante di ogni tipo, e poco al di là, un ambiente completamente diverso, paludoso, e completamente privo di verde.

<<Dove cazzo siamo?>> esclamò Jack, a bocca aperta.

<<In Florida, nel bel mezzo della palude>> rispose Brandon, facendogli un sorrisetto <<Dopo possiamo uscire se vuoi, ma intanto prendiamoci una birra>>

Jack non era tanto abituato a bere, ma non voleva fare il moccioso, quindi seguì Brandon al bancone.

C’erano diversi gruppetti di ragazzi intorno a loro, alcuni seduti ai tavoli, altri fuori, altri ancora seduti ai banconi, a sorseggiare un cocktail.

<<Hey, Missy>> fece il ragazzo <<Ci dai due Doppio Malto?>> 

La barista era una ragazza sui trent’anni, con capelli castani e un viso piuttosto dolce.

<<Certo, caro, arrivano subito>> rispose lei, facendogli un sorrisetto.

Jack stava lì , fermo, non sapendo cosa dire. Poi guardò Brandon, e se ne uscì con la prima cosa che gli venne in mente.

<<Tutti ti trattano bene, siccome sei bello, eh?>> esclamò con un sorrisetto.

Il ragazzo fu sorpreso dalla frase, e aggrottò le sopracciglia.

Jack si diede dell’idiota. Che cazzo aveva appena detto? Gli aveva detto che era bello? Perchè, cavolo?

Ma lo sapeva bene il perchè: non riusciva a smettere di fissare i suoi dannati occhi azzurri, belli come neve fresca e impalpabile.

Brandon scoppiò a ridere, a sorpresa.

<<Non tutti mi apprezzano, se vuoi saperlo. E comunque ho qualità decisamente migliori della mia faccia>>

<<Non fatico a crederlo>> sussurrò Jack, senza riuscire a controllarsi.

Brandon fece un sorrisetto, e l’espressione di chi non aveva sentito bene, contemporaneamente.

<<Che hai detto?>> gli chiese quest’ultimo, ma per fortuna Jack fu salvato da Missy, che in quel momento porse loro i due boccali di birra.

Jack si mise le mani nelle tasche, e scoprì con disappunto che non aveva soldi.

<<Ehm>> fece poi con un’espressione un pò mortificata <<Non avevo nulla addosso quando il vortice mi ha rapito>>

Brandon alzò la mano.

<<Non preoccuparti, qui è tutto gratis. Solo il meglio per gli studenti della Erkhana>>

Jack sorrise.

<<Bè, almeno un piccolo culo in tutta sta sfiga!>>

Brandon scosse la testa, e gli lanciò uno sguardo colmo di disappunto.

<<Sai, io non ti capisco>> fece poi, muovendo un pò le mani, e aggrottando le sopracciglia <<Fino a ieri la tua vita era mortalmente noiosa, ed ora hai scoperto che sei speciale, e che puoi fare cose che gli altri non possono fare. Eppure ti lamenti.>>

Jack non sapeva cosa rispondere, poi però la sua rabbia uscì, tutta in una volta.

<<Senti un pò, ma che cavolo ne sai se la mia vita era noiosa oppure no? Chi cazzo sei per dirmi come dovrei sentirmi?>>

Brandon fece contemporaneamente un sorriso, e un’espressione stupita.

<<Hey, stai tranquillo>> fece poi lui, mettendo le mani avanti <<Effettivamente è vero, non ti conosco. Quindi dimmi qualcosa, forza>>

Jack si calmò un attimo.

<<Mi piace la mia vita>> esclamò poi, dopo qualche istante <<Ho i miei amici, non molti, ma spettacolari. Ho la mia famiglia, che non è per niente male, e ho la mia musica>>

Brandon sembrò interessato da quel discorso.

<<Fai canzoni?>> gli chiese poi.

Jack non riuscì a non mostrare un evidente soddisfazione.

<<Non semplici canzoni, pezzi che spaccano>> fece lui, con un sorriso <<Ho imparato a comporre col pc da solo, un annetto fa. Non ho mai avuto lezioni di canto, ma sono riuscito a registrare delle canzoni complete, non saranno perfette, ma ai miei amici piacciono>>

Temeva di risultare stupido, ma Brandon annuì, sorseggiando la sua birra.

<<E’ bello avere una passione>> esclamò lui <<Magari mi farai sentire qualcosa, se avremo tempo. Credo che dovrai studiare parecchio, da domani>>

<<Si, ma studiare cosa?>> chiese Jack <<Il Khalvir mi ha fatto un test, ma non si è capito quale sarebbe la mia disciplina>>

Brandon aggrottò le sopracciglia, e fece un altro sorso di birra.

<<Che intendi? Comunque non stai bevendo.>> fece poi, indicando il boccale ancora quasi pieno di Jack.

Quest’ultimo si fece forza, e fece un lunghissimo sorso.

<<Ho toccato una pietra che avrebbe dovuto dirmi la mia disciplina, ma non è uscito nulla di certo>>

Brandon rimase stupito.

<<Che io sappia, non era mai successa una cosa del genere…Potrei cercare qualcosa a riguardo in Biblioteca, se vuoi>>

Improvvisamente, Jack si sentì fortunatissimo. Quel ragazzo si stava rivelando molto più gentile del previsto, e forse lo avrebbe aiutato a capire di più sulla sua natura.

<<Sarebbe fantastico!>> replicò il ragazzo, entusiasta. Poi attese qualche istante, e formulò un’altra richiesta <<Ma…senti un attimo…perchè non mi fai vedere qualcosa? Ancora non ho visto nessuno usare i suoi poteri>>

Brandon fece un sorrisetto, e si alzò in piedi, senza lasciare la birra.

<<Andiamo fuori>> esclamò , e si diresse verso una delle porte a vetro.

Una volta fuori, Jack potè osservare meglio il magnificente giardino: era ampio circa una trentina di metri intorno alla costruzione, che si stagliava imponentissima contro il cielo azzurro. C’erano alberi altissimi, e tanti cespugli pieni di bacche. Spiazzi privi di vegetazione e con panchine si alternavano a zone completamente piene di verde. C’erano dei lampioncini bronzei sparsi, ed Jack immaginò quanto doveva essere figo lì di sera.

Brandon si inoltrò in un sentiero, seguito dal ragazzo, finchè non arrivò ad un piccolo spiazzo vicino al limitare del giardino.

<<Presta attenzione, ora>> esclamò Brandon, congiungendo le sue mani insieme, e facendo un’espressione concentrata.

Improvvisamente, Jack non lo vide più. Si guardò intorno, ma c’erano soltanto gli alberi.

Poi, qualche istante dopo, sentì delle mani afferrargli il torace.

Si guardò il corpo, e all’inizio non vide nulla. Poi, all’improvviso, le mani di Brandon tornarono visibili, così come il suo corpo.

Jack fece un sussulto, e guardò indietro. Vide la faccia barbuta di Brandon dietro di lui, e sentì il suo corpo stringersi di più in avanti.

<<Ha ha!>> esclamò il ragazzo, staccandosi da lui. Nel momento del distacco, Jack sentì un rimestio nello stomaco, come se gli fosse stato strappato via qualcosa di bellissimo.

Si voltò, e vide la figura del ragazzo, imponente e bellissima, a venti centimetri da lui. Per guardarlo in faccia doveva alzare la testa, e anche se conoscendolo un pò gli era sembrato gentile, si sentiva sempre un pò intimidito da lui.

<<Fantastico>> esclamò Jack, a bocca aperta <<Come hai fatto?>>

Brandon gli diede una manata amichevole sulla spalla.

<<Posso piegare la luce su sè stessa, e rendermi invisibile>> spiegò lui, sempre molto vicino ad Jack <<E’ un abilità avanzata di noi fotomanti>>

Jack era entusiasta.

<<E’ una figata!>> commentò poi <<Chissà se un giorno sarò in grado di farlo>>

Brandon scosse la testa.

<<E’ difficile>> spiegò quest’ultimo <<La fotomanzia è sempre stata appannaggio della mia famiglia, i Blackwood, e dei Lightyard>>

Jack annuì, e in quel momento vide un gruppo di ragazzi dirigersi verso di loro.

Brandon fece un’espressione strana, quando li notò, mentre il ragazzo li fissava: erano in quattro, due ragazze e due ragazzi, e anche da lontano si capiva che erano vestiti molto bene.

Quando furono a cinque metri di distanza, uno dei quattro fece un saluto a Brandon, e quest’ultimo sorrise.

<<Hey, ragazzi>> fece poi lui, agitando la mano.

Quando furono abbastanza vicini, una delle due ragazze si fiondò verso Brandon, e lo abbracciò.

<<Dove sei finito, stamattina?>> lo rimproverò la ragazza, e lui alzò le spalle.

<<Il Khalvir mi ha dato un incarico, Selena!>> si giustificò poi, ricambiando l’abbraccio di lei.

Selena avvicinò le sue labbra a quelle di Brandon, e lo limonò pesantemente. Per Jack fu come ricevere uno schiaffo in faccia.

Quando si staccarono, dopo qualche secondo, Jack si accorse che il ragazzo era imbarazzato, ed era diventato un pò rosso.

<<Ragazzi, lui è Jack>> fece poi Brandon, per “cambiare discorso”<<Loro sono Cedric, Jack, Savannah, e lei è la mia ragazza, Selena>>

Jack tese timidamente la mano per presentarsi con i quattro, e questi fecero lo stesso, anche se per tre di loro sembrò una cosa forzata.

<<Ma, fammi capire, hai mollato il tuo piano di entrare nell’Ordine e hai deciso di fare assistenza all’infanzia?>> esclamò quello che si chiamava Cedric

Gli altri scoppiarono a ridere, e Brandon sorrise.

<<Sempre meglio che mungere i Kepfen come fai tu!>> lo sfottè poi, dandogli un pugnetto sul braccio.

Jack si sentiva un pò offeso, perchè non era poi così piccolo, ma voleva risultare simpatico a quei ragazzi. Forse non tanto a Selena, che istintivamente non gli dava una buona impressione.

<<Non ti ho mai visto qui>> gli disse poi Cedric <<Sei scappato dall’asilo oggi?>>

Jack fece finta di prenderla a ridere.

<<Bè, non dall’asilo, ma è vero che sono sbucato qui dal nulla!>>

Savannah intervenne, interessata.

<<Scusa, che intendi?>>

Brandon intervenne, impedendo ad Jack di rispondere.

<<Viene da Eliur>> spiegò agli amici, mentre Selena gli teneva la mano <<Il Khalvir mi ha chiesto di farlo ambientare qui>>

<<Bè, se beve sarà il benvenuto>> esclamò Jack, con un sorriso che sembrava genuino.

<<Lui beve, beve!>> garantì Brandon. Jack si sentiva un pò a disagio.

Non riusciva a smettere di fissare Selena, desiderando di essere al suo posto.

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