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Quest’oggi condivido con voi la confessione segreta che mi è stata inviata da un utente, che a quanto pare in palestra ha avuto un’avventura eccitante degna dei migliori racconti gay hard!

“Ciao a tutti mi chiamo Marco vivo a 15 minuti da Milano e frequento spesso le zone, ho 37 anni e sono magrolino e bassino. Sono single da sempre, e anche se vorrei innamorarmi, mi piace divertirmi.

Mi sono iscritto a questa palestra che sembrava bella, ma non immaginavo cosa succede dentro. E’ cominciato tutto quando stavo nella sauna, ed entra un orso bear che sarà andato forse 100 kg, mentre io sono 61 kg. Questo si siede vicino a me, e io gli vedo le gambe grosse e già mi stavo arrapando.

Era molto peloso, e vedevo che mi guardava e sorrideva, allora gli dico ciao piacere Marco.

Lui dice piacere mio mi chiamo Filippo, e poi dal nulla mi dice che sono molto carino. Io penso di essere diventato rosso, ero imbarazzatissimo. Ho detto grazie e poi gli ho chiesto se mi voleva vedere meglio.

Lui ha detto di si e mi sono abbassato l’asciugamano, lui ha detto: ah è piccolino il cazzetto, guarda il mio.

Si è abbassato lui i pantaloni, e mamma mia che pacco incredibile che aveva; sembrava quello di un cavallo, e io ho chiesto timidamente se lo potevo toccare.

Lui ha detto che toccarlo no, succhiarlo si perchè gli piace di più

E bè allora che potevo dire? Era un bear molto sexy, e non mi era mai successo di farlo in palestra nè tantomeno in sauna…sembrava un camionista sexy, mi sono abbassato e gliel’ho succhiato. Ho fatto su e giu con la bocca e le labbra, e lui l’ha fatto andare più dietro verso la gola. Io fra un pò mi affogavo ma non volevo toglierlo, così l’ho lasciato fare e mi è piaciuto un sacco….poi mi è venuto dentro…mi sono sentito una gran troia, è stato bellissimo. Questo è stato l’inizio delle mie avventure in palestra, poi ti racconto il resto ma pubblica in anonimo mi raccomando”

Sicuramente un racconto gay bear molto interessante e hard, però io mi sento di sconsigliare il contatto con sperma la prima volta che si conosce uno, e per la verità in generale.

Voi cosa ne pensate? Vi è mai capitato di fare sesso gay hard in palestra o in sauna? Raccontateci i vostri racconti gay free eccitanti e veri sul profilo instagram edwarddust in privato!

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ecco per voi una storia alternativa fatta dall’artificial intel!

In un angolo remoto di una stazione di servizio tra due città, sotto il cielo grigio di fine novembre, Luca si fermò per una pausa caffè. Era un camionista di quarant’anni, robusto, barba incolta e uno sguardo duro, ma profondo. Di solito evitava i posti troppo affollati, ma quella volta la necessità di sgranchirsi le gambe lo aveva portato in un’area sosta più grande del solito, vicino a un piccolo centro fitness con una sauna accessibile anche agli esterni.

Dopo aver bevuto il caffè, si ritrovò a curiosare con lo sguardo verso l’edificio della palestra. Da fuori, le luci calde filtravano attraverso i vetri appannati, e Luca, un po’ per curiosità e un po’ per il freddo, decise di dare un’occhiata. Entrò con passo pesante e incerto. Da quando aveva smesso di allenarsi regolarmente, il suo corpo robusto aveva preso qualche chilo di troppo, ma gli andava bene così. Aveva sempre saputo attirare lo sguardo di qualcuno che apprezzava i “bear” come lui.

Mentre si guardava intorno, notò un ragazzo giovane, forse sui venticinque anni, che sistemava dei pesi. Era tutto l’opposto di Luca: alto e slanciato, con i capelli castani che cadevano morbidi sulla fronte, lineamenti delicati e il corpo asciutto e definito, un tipico “twink”. Quando i loro sguardi si incrociarono, il ragazzo, visibilmente sorpreso, gli sorrise.

«Serve aiuto con qualcosa?» chiese con tono gentile, asciugandosi il sudore con un piccolo asciugamano. Luca, colto di sorpresa, sorrise a sua volta, anche se in modo un po’ impacciato.

«Mi chiamo Luca… ero di passaggio e ho visto la palestra. Non entravo in un posto così da un po’.»

«Piacere, sono Andrea.» Il ragazzo gli tese la mano, il sorriso caldo che sembrava nascondere un accenno di curiosità. «Qui è un posto tranquillo. Molti vengono solo per rilassarsi, soprattutto in sauna.»

Luca accennò un sorriso. «Una sauna… è da un po’ che non me ne faccio una.» La tentazione era evidente, ma Luca non voleva sembrare troppo desideroso. Andrea, intuendo il suo interesse, lo invitò a seguirlo. Entrarono nella piccola area riservata alla sauna, silenziosa e accogliente, dove il calore iniziava a sciogliere ogni tensione. Mentre si accomodavano, i due cominciarono a chiacchierare. Scoprirono di avere molto in comune: entrambi erano amanti dei viaggi, pur avendoli vissuti in modi completamente diversi.

La conversazione prese una piega più personale, e ad ogni parola si sentivano sempre più a loro agio. Andrea, tra una risata e l’altra, si avvicinò leggermente, finché le loro gambe non si sfiorarono. Era un gesto sottile, quasi casuale, ma Luca lo sentì come un brivido lungo la schiena.

«Non so cosa mi stia prendendo,» disse Andrea a bassa voce, guardandolo negli occhi, «ma sei diverso dalle persone che incontro di solito.»

Luca non disse nulla. I suoi occhi parlarono per lui, riflettendo un misto di desiderio e dubbio. Era tanto che non si lasciava andare con qualcuno, e soprattutto non aveva mai immaginato di ritrovarsi in una situazione così, in una sauna con un ragazzo molto più giovane.

«È solo una pausa, no?» disse Andrea con un sorriso malizioso, avvicinandosi ancora di più. Le loro labbra si sfiorarono appena, poi si incontrarono in un bacio profondo, lento, carico di tensione. Luca si perse in quel contatto, dimenticando per un attimo tutto il resto.

Ma proprio mentre la situazione si faceva più intensa, una voce interruppe il momento. Un uomo robusto, chiaramente uno dei gestori della palestra, entrò per controllare la sauna. I due si staccarono di colpo, quasi colpevoli. Andrea abbassò lo sguardo, arrossendo, mentre Luca cercava di mantenere un’aria rilassata, anche se il cuore gli batteva forte.

Dopo quel momento, Luca decise di uscire dalla sauna per prendere una boccata d’aria. Andrea, però, non sembrava intenzionato a lasciarlo andare via così. Lo seguì e lo fermò all’ingresso della palestra.

«Aspetta…» disse il ragazzo, con un tono tra il supplichevole e il deciso. «Mi piacerebbe vederti ancora.»

Luca esitò, consapevole delle complicazioni. Aveva un legame, una relazione stabile che, pur con i suoi alti e bassi, rappresentava un punto fermo. Eppure, qualcosa in lui si ribellava a quell’idea di rinunciare.

«Non so se sia una buona idea,» rispose, ma il sorriso di Andrea era disarmante. «Vieni a trovarmi quando passi da queste parti,» gli disse Andrea, dandogli un biglietto con il suo numero. «Non succede nulla di male a prendere un caffè insieme, no?»


Le settimane passarono, e Luca non riusciva a togliersi Andrea dalla testa. Il pensiero di quel ragazzo, del loro bacio rubato e di quella connessione improvvisa, lo tormentava. Ogni volta che passava vicino a quella stazione di servizio, il desiderio di fermarsi diventava più forte. Un giorno, senza nemmeno pensarci troppo, decise di farlo.

Appena Andrea lo vide, il suo volto si illuminò. Passarono insieme il pomeriggio, chiacchierando e ridendo come vecchi amici. Eppure, c’era sempre quella tensione, quella sottile attrazione che aleggiava tra di loro. Alla fine della giornata, si ritrovarono di nuovo soli, questa volta nel piccolo spogliatoio della palestra.

Luca sentiva il cuore martellare nel petto. Andrea si avvicinò e lo guardò negli occhi. «Non devi sentirti in colpa,» sussurrò, posandogli una mano sul viso. «La vita è breve, e qualche volta meritiamo di vivere un po’ di felicità, no?»

Questa volta, Luca non resistette. Si lasciò andare completamente, trascinato dall’intensità del momento. Si persero l’uno nelle braccia dell’altro, abbandonandosi senza riserve. Il mondo esterno, con tutte le sue regole e i suoi giudizi, sembrava distante, irrilevante. In quel momento, c’erano solo loro due.

Nei giorni seguenti, però, Luca iniziò a fare i conti con le conseguenze di quella scelta. Il suo partner notò presto il suo atteggiamento distante e iniziò a sospettare qualcosa. Una notte, dopo un’ennesima scusa di troppo, Luca dovette ammettere la verità. Si sentiva diviso tra il senso di colpa e l’amarezza di aver perso qualcosa di prezioso per un’avventura.

Andrea, dal canto suo, sapeva di non poter sperare in qualcosa di più, ma il tempo trascorso con Luca aveva lasciato un segno anche su di lui. In lui non c’era alcuna colpa: per lui, era stato un incontro speciale, e non si era mai aspettato nulla più di un ricordo intenso.


Un mese dopo, mentre Luca riprendeva le sue solite rotte, si ritrovò di nuovo a passare vicino alla palestra. Questa volta, però, non si fermò. Il vento gelido dell’inverno lo accompagnava nel silenzio della notte, e lui sapeva che, nonostante tutto, quella breve avventura gli aveva insegnato qualcosa su se stesso. Aveva scoperto un lato di sé che non conosceva, un desiderio che lo avrebbe accompagnato come un ricordo segreto.

Forse, un giorno, avrebbe avuto il coraggio di seguire davvero i suoi sentimenti.

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