AMORE GAY IMPOSSIBILE IMPROVV. BSX 5

Ecco a voi la quinta parte del racconto d’amore gay impossibile “IMPROVVISAMENTE BISESSUALE”

amore gay impossibile italiano

Una storia d’amore gay impossibile ma trascinante, nel genere amore gay differenza d’età e gay hot sposati!

Lasciò cadere la sigaretta a terra, e lo cinse sui fianchi.

In quel momento l’altro si staccò violentemente.

Rimasero entrambi a bocca aperta, per qualche istante.

<<Cosa cazzo…>> cominciò Roberto, muovendo la testa da una parte all’altra, come indeciso sul da farsi <<Non possiamo, cazzo! Tu sei sposato!>> aggiunse poi, a metà tra il deluso e l’arrabbiato.

Carlo non sapeva cosa rispondere. Annuì debolmente, ferito nel vedere l’altro amareggiato.

<<Me ne vado>> disse poi Roberto <<E’ stato un errore venire stasera>>

Evitando di guardare l’altro negli occhi, si voltò, e se ne andò.

Carlo rimase lì, ancora incapace di accettare quanto era appena successo. Come gli era venuto in mente? Era stato Roberto a cominciare, ma lui aveva risposto con passione. E se l’altro non si fosse staccato, sicuramente avrebbero continuato.

Rientrò nel locale, mentre ancora cercava di capirci qualcosa.

Disse agli altri che Roberto era dovuto andare via, ovviamente senza spiegare la vera ragione, e poi la serata andò avanti tranquillamente.

Carlo cercò di essere gioviale come al solito, ma l’unica cosa a cui riusciva a pensare era quel bacio.

Erano le due, e Carlo era in bagno a lavarsi i denti prima di andare a dormire.

Sentì il cellulare suonare, e immediatamente lo estrasse per vedere chi era.

Quasi cadde a terra per la sorpresa quando vide che era Roberto.

<< Mi dispiace per essermene andato così, ma ero troppo in imbarazzo. Sono mortificato per quello che ho fatto. Non avrei dovuto, sei sposato, e in genere sono una persona migliore di così. Lo capirò se non mi vorrai più vedere>>

Carlo esplose in un sorriso raggiante. Allora Roberto non lo odiava. La palla era nel suo campo, e ogni strada era aperta, almeno apparentemente.

In quell’istante lo assalì però un dubbio paralizzante. Cosa diavolo stava facendo? Stava andando alla cieca, senza pensare. Lui era sposato, e questa non era una cosa che poteva ignorare. Già il bacio della sera prima, a voler essere fiscali, contava come tradimento. Ma se la cosa si fosse limitata a quello, contando anche che era stato Roberto a fare la prima mossa, avrebbe potuto  non dirlo a Letizia, senza dover subire troppe pressioni dalla sua coscienza.

Ma ormai, in un angolo recondito della sua mente, gli era perfettamente chiaro cosa voleva fare. Ed era molto di più di un bacio.

Rimase di fronte allo specchio per quasi un minuto, pensando alle implicazioni che quella deriva poteva significare.

Poi si ritrovò a sorridere a sè stesso.

Poteva farsi tutte le pippe mentali del caso, ma alla fine contava solo una cosa: quello che voleva davvero.

Una volta capito, tutto sarebbe risultato più semplice.

E allora avrebbe cacciato le palle, come al solito, e si sarebbe preso ciò che desiderava, abbracciando le conseguenze, e spaccando il culo a chiunque si mettesse sulla sua strada.

Non rispose al messaggio. Sarebbe andato a parlare con Roberto di persona, e gli venne un sorriso spontaneo nel pensare a quello che sarebbe potuto accadere.

La mattina dopo, Carlo si alzò prima del solito, e si infilò nella doccia. Letizia attese di sentire il rumore dell’acqua aperta, poi si affrettò a prendere il cellulare del marito.

Il telefono richiedeva la password per l’accesso , ma fortunatamente lei la conosceva.

Lesse il messaggio di Roberto, e contrasse le labbra.

Era fuori di sè. Il suo intuito aveva ragione. Aveva avvertito che c’era qualcosa che non andava, ma mai avrebbe immaginato questo.

Da quando stava con Carlo, varie volte le era capitato di notare il suo sguardo che si soffermava più del normale su altri maschi. All’inizio non ci aveva dato peso, ma col passare del tempo aveva cominciato a chiedersi se il marito non fosse bisessuale.

Quel messaggio non arrivava a provarlo, ma ci andava molto vicino.

Qualcosa stava accadendo, e lei doveva stare molto attenta se non voleva essere tagliata fuori.

Riflettè qualche istante, poi si decise. Serviva una mossa, il più presto possibile, qualcosa che tagliasse le gambe a qualunque cosa stesse succedendo.

Si ritrovò a sorridere. Fortunatamente, sapeva esattamente cosa fare.

Carlo arrivò davanti al bar circa mezz’ora prima dell’orario di lavoro. Era uscito presto di proposito, per avere il tempo di parlare con calma. Il suo subconscio, invece, sapeva bene che era lì in anticipo per altre ragioni, e ne era felice.

Attese qualche istante di fronte alla porta, col cuore che gli batteva a mille.

Poi varcò la soglia, e vide che il locale era vuoto.

Roberto era dietro il bancone, e indossava una maglietta a maniche corte con una stampa degli U2. Non appena lo vide, fece un’espressione che era a metà tra la serietà ed un sorriso.

<<Ciao>> esclamò Carlo, mentre si avvicinava.

<<Ciao>> rispose l’altro, abbastanza distaccato.

<<Ho letto il tuo messaggio, ieri sera>>

Roberto aggrottò le sopracciglia.

<<E allora perchè non hai risposto?>>

<<Preferivo parlarne di persona. Tu credi di aver fatto qualcosa di male, ma in realtà era quello che volevo anche io. Solo che ancora non lo sapevo>>

Roberto esplose in un sorriso raggiante.

Si avvicinò di più al bancone, fino ad essere a pochi centimetri dall’altro.

<<Davvero?>>

Carlo lo osservò: quel giorno sembrava imponente più che mai. Guardò verso l’alto, in modo tale da incontrare i suoi occhi, e annuì.

<<Assolutamente si>> esclamò poi, avvicinandoglisi sempre di più.

Roberto gli mise una mano sulla spalla, e lo allontanò leggermente.

<<Ma resta un problema. Sei sposatissimo. O te ne sei dimenticato?>>

Carlo sospirò.

Avvertiva una profonda attrazione verso di lui, ma aveva ragione. In fin dei conti era sposato. Non aveva mai tradito sua moglie fino a quel momento, e aveva creduto di non essere proprio quel tipo di persona.

<<Senti, non me ne importa nulla. Voglio andare in fondo a questa cosa, per capire dove porta>>(amore gay differenza di età)

Roberto riflettè qualche istante, poi gli sorrise.

Fece il giro, ed uscì dall’area dietro al bancone.

Carlo rimase spiazzato, e mentre lui si avvicinava, sentiva il cuore che quasi gli esplodeva in petto.

Roberto arrivò a pochi centimetri da Carlo, e si fermò. Quest’ultimo avvertiva la presenza imponente del barista di fronte a lui, massiccio e muscoloso.

Roberto gli mise le mani sulle spalle, e lo fissò sorridendo. Cominciò a massaggiargli la schiena, poi lo spinse verso il suo corpo.

Erano attaccati, e Carlo avvertiva il suo odore nelle narici, penetrante e gradevole. Roberto lo strinse forte, e le loro parti basse cominciarono a strusciarsi. Lo osservò nei suoi occhi verdi, e si sentì stranamente al sicuro.

Dopo qualche istante, cominciarono a baciarsi, all’inizio con delicatezza, e facendo avvolgere fra loro le labbra, poi con veemenza, giocando con le lingue e penetrando le rispettive bocche.

Le mani di Roberto salivano e scendevano sul corpo di Carlo, soffermandosi in particolare sui capezzoli. Ogni istante era diverso dal precedente, con sensazioni incisive e potenti che si mescolavano fra loro.

Era come essere toccato per la prima volta. Carlo all’inizio faticò a lasciarsi andare, ma dopo un pò iniziò ad allungare le mani a sua volta.

Cominciò con i pettorali, duri come il marmo, poi si diresse verso il sedere. Era tondo, e così grosso che quasi non riusciva ad afferrare del tutto i glutei con le mani.

Roberto lo afferrò più saldamente, e cominciò a sospingerlo verso il muro, e poi verso una porticina sul lato del locale.

Entrarono nello sgabuzzino, e si staccarono per un attimo. Roberto sorrise a Carlo, poi lo afferrò dal collo, e riprese a baciarlo.

Dopo qualche istante si staccò di nuovo, guardò Carlo con un’espressione dominante, e si tolse la maglietta. Espose un fisico pompatissimo: gli addominali erano spessi e tesi, mentre i pettorali, nonostante fossero nascosti da una dose abbondante di pelo, sembravano colline rocciose.

<<Ti piaccio?>> gli chiese Roberto, dubbioso.

Carlo gli sorrise, si avvicinò a lui, e cominciò a baciare il suo petto. Roberto cominciò a mugugnare dal piacere, e a quel punto l’altro prese a mordicchiare i suoi capezzoli, mentre con le mani accarezzava la sua schiena e i suoi addominali.

Pian piano le portò più in basso, e con un misto tra paura ed eccitazione, giunse a toccare il cavallo dei suoi pantaloni. Con il tatto sentì una protuberanza larga e dura, che pulsava sotto le sue dita.

Immediatamente il suo pene si gonfiò a sua volta. Stava provando impulsi inediti, un’eccitazione proibita mista a una sensazione di star facendo qualcosa di maledettamente giusto, per la prima volta nella sua vita.

Roberto gli mise una mano dietro il collo, e lo spinse piano ma con decisione verso il suo pacco.

Carlo era imbarazzato, perchè non sapeva bene come procedere.

Slacciò i bottoni dei pantaloni, e poi abbassò le mutande. Vide un membro imponente, che quasi faceva paura. Guardò in alto, e vide il volto di Roberto, questa volta molto serio, ma anche gentile in un certo qual modo. Quest’ultimo lo pressò di nuovo contro il pene, questa volta usando entrambe le mani.

Carlo spalancò la bocca, e si lasciò andare all’istinto. Dapprima baciò il membro timidamente, poi cominciò ad usare la lingua. Cercò di muoverla più in fretta possibile, e sentendo i versi di piacere di Roberto, capì che stava facendo bene, e si mosse con ancora più foga.

Ad un certo punto, il pene entrò nella sua bocca, e la riempì totalmente. All’inizio a Carlo sembrò di non riuscire a respirare, ma dopo qualche istante si era già abituato. Sempre tenendogli ferma la testa, l’altro cominciò a muovere il bacino avanti e indietro, lambendogli ogni parte della superficie interna della bocca con il pene. Dopo qualche istante sentì il palato bagnarsi, e poi ci fu la detonazione.

Uscì così tanto sperma che gli invase completamente la bocca e la gola, e finì anche nel naso.

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