GAY DRAMAS: MARRIED SERIES HOT

Lorenzo mi scrive per raccontare in segreto quello che è successo col suo amico Mario mentre guardavano una gay series dramas, sembra infatti che i due si siano avvicinati più del previsto, anche visto che sono sposati entrambi. Una storia di affetto gay in sardegna

due uomini fan dei gay dramas in sardegna, le migliori songs e series nel gay space

” Ciao io sono un uomo sposato con figli quindi pubblicate assolutamente in anonimo.

Mi chiamo Lorenzo e sono un uomo atletico e ben tenuto della sardegna anche se ho 40 anni, e ho tanti amici, tutti etero, non ho mai voluto avvicinarmi agli amici gay della mia ragazza perchè mi davano fastidio.

C’è un amico che si chiama Mario che viene spesso a casa mia, giochiamo alla x box e guardiamo serie tv, in particolare vedevamo Games of thrones, e l’altro giorno ne stavamo cercando una nuova da vedere, e siccome avevo sentito parlare a lavoro di Elite, abbiamo messo quella.

Abbiamo visto tante puntate di seguito perchè la serie è davvero bella, ma quando sono arrivate le parti gay io mi sono imbarazzato.

Lui l’ha notato e ha detto: Vabbè che problema c’è, è una cosa interessante.

Io mi sono stranito e ho chiesto: Ah si?

Lui ha detto : si, perchè no, io vorrei provare a darlo un bacio a un maschio, così per divertimento

Io ho guardato da un altra parte, e non ha detto niente più nemmeno lui.

Poi si sposta dalla poltrona al divano dove stavo io e mi si mette vicino.

Io gli sorrido e gli dico che comunque la serie è bella, e lui allora prende e mi bacia senza dire niente.

Lui ha la barba e mi ha graffiato, ma quando le nostre labbra si sono toccate io mi sono sentito benissimo, anche se non ho ricambiato il bacio.

Poi lui si è staccato e mi ha detto: hai visto, cosa sarà stato mai?

Io ho riso un pò imbarazzato, ma alla fine non mi è dispiaciuto.

Passa un’altra mezz’ora e lui mi dice che gli è venuta voglia di abbracciarmi vedendo la serie. Io ho detto che si poteva fare, ci siamo abbracciati già altre volte quando abbiamo vinto la partita a calcetto ad esempio.

Ma quella volta è stato diverso, mi ha stretto forte a sè, ho sentito il suo odore che è buono, e poi mi ha passato la mano sul petto e sul capezzolo.

Lui poi si è staccato, e mi ha guardato negli occhi. Io ero imbarazzato, ma mi è venuto da dirgli che gli voglio molto bene come amico, che è la verità anche se non gliel’avevo mai detto.

Lui mi ha sorriso e mi ha detto che anche lui mi vuole bene, e se mi andava che da quel momento ci abbracciavamo molto più spesso.

Io ho detto perchè no, un abbraccio tra amici è bello, ma non lo facciamo quando ci sono le nostre mogli magari.

Lui ha detto ok e poi ci siamo presi una birra.

Io dopo quella giornata non so che pensare, tengo tantissimo alla sua amicizia e mi è piaciuta anche la nostra vicinanza e lo toccherei di nuovo volentieri con un abbraccio, ma non capisco se lui intende qualcosa di più. Stamattina appena mi sono svegliato mi sono trovato a pensare come sarebbe se ci abbracciassimo nudi, e il mio pipino è diventato duro. Non so cosa pensare, voi ci capite qualcosa?”

Guarda, ti dico solo che leggendo il messaggio mi sono alquanto eccitato 😀

Ti consiglio di esplorare la cosa ma con calma, comunque sembra davvero bella e sincera la vostra amicizia.

Voi cosa ne pensate? Lascia un commento su questa storia di affetto gay

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L’universo dei suoni: una sinfonia gay nello spazio-tempo

Era una sera come tante altre a Torino, ma Marco, 34 anni e un amore infinito per la musica, si sentiva inquieto. La sua playlist di sempre, fatta di classiche gay songs che spaziavano da George Michael a Lady Gaga, non riusciva più a scaldargli il cuore. Sentiva il bisogno di qualcosa di nuovo, di diverso, un viaggio, forse anche interiore. Aveva sentito parlare di un festival musicale a Cagliari, nella lontana e affascinante Sardegna, e decise di seguire quell’istinto. Prese il primo volo, senza pensarci troppo, con la vaga idea che quel viaggio avrebbe segnato un capitolo importante nella sua vita.

Primi incontri e nuovi orizzonti

La Sardegna era calda e luminosa, ma il vento portava con sé un profumo di mistero. Marco si ritrovò a vagare per le vie di Cagliari, esplorando i quartieri, finché non trovò un piccolo locale gay-friendly, “Il Faro”, dove si teneva una serata a tema: gay space. Era un evento un po’ bizzarro: tutti vestiti come astronauti, con luci al neon che simulavano stelle e pianeti.

Lì conobbe Matteo, un ragazzo di Oristano, alto e con un sorriso contagioso. Matteo gli spiegò che quella serata non era solo una festa, ma un progetto artistico: una performance musicale che celebrava l’inclusione LGBTQ+ attraverso il tema della fantascienza. “Immagina una serie ambientata nello spazio, con una crew tutta gay”, disse ridendo. Marco rise a sua volta, pensando a come sarebbe stato bello vedere più rappresentazione queer nelle serie di fantascienza.

La conversazione si fece sempre più profonda e, complice un bicchiere di mirto, Marco si lasciò trasportare dal fascino di Matteo. Decisero di rivedersi il giorno dopo.

La Sardegna, un set di vita e di amore

Il giorno seguente Matteo portò Marco a visitare i nuraghi. “Sai,” disse Matteo, “mi piace pensare che questi antichi monumenti siano come le nostre storie: solidi, ma pieni di mistero.” Marco sentì un brivido, non tanto per le parole quanto per lo sguardo di Matteo, che sembrava scavare nel suo cuore.

Quella sera, mentre ascoltavano una vecchia compilation di gay songs sotto un cielo stellato, Marco si rese conto che in Sardegna non stava solo esplorando un’isola, ma anche una parte di sé che aveva sempre ignorato. Era come se le melodie, le risate e i silenzi condivisi con Matteo stessero componendo una nuova colonna sonora per la sua vita.

Da Cagliari alla Sicilia: un viaggio interstellare

Dopo una settimana trascorsa insieme, Matteo confessò che avrebbe voluto partecipare a un festival cinematografico LGBTQ+ in Sicilia. Marco, ormai completamente preso da quel ragazzo e dalle sue passioni, lo seguì senza esitazione. Partirono per Palermo, città caotica e vibrante, dove il festival era incentrato su gay dramas e gay series.

Tra proiezioni di serie come The L Word e cortometraggi intensi, Marco si rese conto di quanto l’arte fosse potente nel raccontare storie di amore e resistenza. Una sera, dopo aver visto un intenso dramma ambientato negli anni ’50, Marco si trovò a riflettere su quanto poco sapesse delle lotte della comunità LGBTQ+. Matteo, seduto accanto a lui, gli strinse la mano. “Le nostre storie contano. Non smettiamo mai di raccontarle.”

Il festival degli incontri gay in Sicilia

Il festival non era solo cinema. Era anche un’occasione per conoscere persone. Un evento parallelo, organizzato nei vicoli del centro storico, era dedicato agli incontri gay Sicilia, con workshop, dibattiti e speed-dating. Marco, inizialmente timido, si ritrovò presto coinvolto in lunghe conversazioni con artisti, scrittori e attivisti.

Tra i tanti incontri, fu particolarmente colpito da Luca, un fotografo che stava lavorando a un progetto chiamato Sguardi Queer. “Sto cercando di catturare la bellezza della diversità,” gli spiegò Luca. Marco fu ispirato dalla sua passione e promise di restare in contatto.

Il ritorno in Sardegna e la nuova realtà

Dopo il festival, Marco e Matteo decisero di tornare in Sardegna. La loro relazione si era evoluta, diventando qualcosa di più profondo. In Sardegna si imbattevano sempre più spesso in eventi queer locali, come serate a tema e gruppi di incontri gay Sardegna, dove si discuteva di temi legati ai diritti LGBTQ+ nell’isola. Marco si accorse di quanto fosse diversa la realtà di una piccola isola rispetto alla sua città. Qui la comunità era più compatta, forse per necessità, ma anche incredibilmente resiliente.

Un finale aperto come un’eco musicale

Una sera, mentre Matteo suonava al pianoforte alcune melodie ispirate alle loro esperienze, Marco si rese conto di aver trovato non solo un amore, ma anche una nuova missione. Decise di scrivere un blog dedicato alle storie LGBTQ+ vissute in contesti inaspettati, come la Sardegna o la Sicilia, per dimostrare che l’amore e l’arte non conoscono confini.

E così, come in una delle sue amate gay series, Marco capì che la sua vita non era più solo una raccolta di canzoni. Era diventata una sinfonia, composta da incontri, viaggi e una profonda connessione con sé stesso e con gli altri.

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