GAY BRINDISI TARANTO CALABRIA ORGIA

Quest’oggi vi racconto la storia di una serie di orge sexy avvenute tra gay a brindisi, taranto, in calabria e…il resto della mail leggetelo sotto 🙂

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” Siamo tre ragazzi uno più porco dell’altro, non frequentiamo la scena gay di brindisi e taranto dove viviamo, ma facciamo in segretezza DI TUTTO. Ieri sera ad esempio ci siamo trovati in una casa in campagna, e abbiamo fatto una festa tutti mascherati, eravamo trenta gay da brindisi, taranto, cosenza, e in generale da puglia e calabria. Insomma c’era questo che faceva il bodybuilder e ce l’ha messo dietro a tutti e tre, e poi ad altri due, sembrava un toro instancabile, e la sua sborra non finiva MAI.

E’ successa una cosa, che uno di sti miei amici si è fatto leccare i piedi da me, e io ubriaco gli ho detto che voglio essere il suo schiavo, e da allora non mi prende piu sul serio, mi umilia, quando sono sul divano viene a scorreggiarmi sopra, e quasi ogni sera mi fa leccare i suoi piedi. Sembra che sono diventato il suo schiavo, e adesso anche l’altro amico ha iniziato a sfottermi, e quando siamo noi tre mi dicono sempre di leccare loro i piedi, e mi comandano come se fossi il loro schiavo. Io tengo alla loro amicizia ma ormai sono diventato il loro schiavo, lascio le cose così o provo a tornare come prima?”

Io non so cosa rispondere, situazione molto hot, lascio agli utenti il commento su questa storia gay hot tra brindisi, taranto, cosenza!

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Era una calda sera d’estate nel Salento, e Luca stava guidando verso una piccola località sulla costa dove aveva preso in affitto una casa per le vacanze. Viveva a Cosenza, ma amava esplorare la Calabria e il sud Italia in generale, specialmente in estate, quando tutto sembrava colorarsi di una luce diversa. La serata prometteva bene: un po’ di relax, il mare a due passi, e, con un po’ di fortuna, qualche nuovo incontro interessante. A 32 anni, Luca si sentiva finalmente libero di essere se stesso, e l’idea di incontrare altri uomini gay e magari vivere una storia estiva era parte del fascino di quella vacanza improvvisata.

Una volta arrivato e sistemato in casa, decise di uscire a fare una passeggiata e magari fermarsi in qualche locale nei dintorni. Non era una zona particolarmente conosciuta, ma sapeva di qualche bar accogliente, frequentato da ragazzi gay della zona e da viaggiatori in cerca di relax e di buone vibrazioni. Durante la sua camminata, notò un locale illuminato da luci soffuse e con della musica rilassante che fuoriusciva dalle finestre aperte. Senza pensarci troppo, decise di entrare.

Appena varcata la soglia, i suoi occhi si posarono su un ragazzo che sedeva al bancone. Aveva un’aria tranquilla e lo sguardo assorto di chi si gode il proprio drink in solitudine. Era alto, robusto, con i capelli scuri e uno sguardo profondo che trasmetteva un senso di sicurezza. Luca si fece coraggio e decise di avvicinarsi. “Ciao, sono Luca. Sei del posto?” chiese, cercando di non sembrare troppo ansioso.

Il ragazzo sorrise e si presentò. “Piacere, io sono Antonio, vengo da Brindisi ma passo spesso le estati qui in Salento. Anche tu sei qui in vacanza?” Quel semplice scambio di parole fu l’inizio di una conversazione che sembrava scorrere naturalmente. Parlano delle loro città, delle vacanze, delle esperienze di entrambi come uomini gay in Calabria e nel sud Italia. Luca si sentì subito a suo agio: Antonio era uno di quegli uomini capaci di mettere a proprio agio chiunque e di farti sentire speciale con una sola battuta.

Dopo un paio di drink e diverse risate, la conversazione iniziò a farsi più intima. Antonio confidò a Luca di essere uscito da una lunga relazione l’anno precedente e di essere lì per ritrovare un po’ di serenità. Luca, a sua volta, parlò delle sue esperienze a Cosenza, di quanto fosse difficile trovare persone con cui potersi davvero aprire e condividere più di una semplice serata.

“Ti va di fare due passi?” chiese Antonio, con un sorriso che non lasciava spazio a dubbi sulle sue intenzioni. Luca accettò senza esitazione, attratto da quell’energia e da quel senso di libertà che sembrava sprigionare Antonio. Uscirono insieme dal locale e si incamminarono lungo una stradina che conduceva verso la spiaggia, immersi nel silenzio della notte e nell’odore del mare.

Una volta arrivati in riva al mare, si fermarono a guardare le onde che si infrangevano sulla sabbia, lasciando che il suono della natura riempisse il silenzio. Antonio si avvicinò e, senza dire nulla, posò delicatamente una mano sulla spalla di Luca, che sentì un brivido lungo la schiena. Era un gesto semplice, eppure carico di significato. In quell’istante, Luca capì che non si trattava solo di attrazione, ma di una connessione autentica, come se si conoscessero da sempre.

La spiaggia deserta e il rumore del mare fecero il resto. I due si persero in un bacio, uno di quei momenti intensi e indimenticabili, dove il mondo sembra fermarsi e tutto ciò che conta è l’altra persona. Quella notte divenne un ricordo che Luca avrebbe custodito gelosamente, una storia gay hot, sì, ma anche un’esperienza autentica e profonda che gli ricordava quanto fosse importante vivere appieno ogni istante.

Il mattino seguente, si svegliarono insieme, ancora avvolti dall’odore del mare e della sabbia. Antonio si stiracchiò e guardò Luca con un sorriso sereno. Non c’erano promesse tra loro, nessuna aspettativa: solo la certezza di aver condiviso qualcosa di speciale.

Passarono i giorni successivi insieme, esplorando il Salento e godendosi ogni momento. Girarono per piccoli borghi, visitarono spiagge nascoste, e si concessero lunghe conversazioni sotto il cielo stellato, raccontandosi storie di vita, speranze e sogni. Per Luca, quegli attimi erano tutto ciò che aveva sempre cercato, il tipo di intimità che non aveva mai trovato a Cosenza e che raramente aveva sperimentato altrove.

Quando arrivò il momento di salutarsi, il distacco non fu semplice. Nessuno dei due voleva fare promesse, consapevoli che le loro vite avrebbero ripreso strade diverse, ma si lasciarono con la speranza di ritrovarsi. “Chissà, magari il prossimo anno,” disse Antonio, strizzando l’occhio e regalandogli un ultimo abbraccio.

Tornando a Cosenza, Luca si sentiva trasformato. Quella vacanza gli aveva donato più di quanto avrebbe mai immaginato. Non era solo un incontro estivo o una storia gay hot da ricordare con nostalgia: era stato un viaggio dentro sé stesso, una scoperta di ciò che realmente desiderava.

Quell’estate nel Salento, con Antonio, sarebbe rimasta per sempre nella sua memoria. Aveva trovato un pezzetto di sé che non sapeva esistesse, e forse, un giorno, i loro cammini si sarebbero di nuovo incrociati.

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