IN SEGRETO SESSO OMOSESSUALE PERSONE GAY SPOSATE

Buon pomeriggio a tutti, quest’oggi vi propongo la confessione di un utente che non sa come comportarsi con persone gay sposate e si è innamorato facendo sesso omosessuale. A voi è mai capitata una situazione del genere? Commentate con le vostre esperienze!

storia tra persone gay di sesso omosessuale in segreto

Ciao a tutti ragazzi napoletani e non,
ho 19 anni e sto vivendo una situazione che non so come gestire. Mi sono sempre sentito un po’ insoddisfatto delle mie frequentazioni, scarico e cancello le app, ultimamente Ho riscaricato Grindr e ho chattato con un sacco di stupidi, poi finalmente ho conosciuto uno bellissimo.

Lui ha 40 anni, sposato, con due figli . Mi ha colpito subito per la sua maturità e il suo modo di parlare, diverso da quello dei ragazzi napoletani giovani. Dopo qualche giorno di messaggi e chiamate, ci siamo incontrati. Non ero mai stato così nervoso, ma eccitatissimo

Ci siamo dati appuntamento in un bar in provincia, un posto tranquillo dove nessuno ci conosceva. Appena ci siamo visti, mi è venuto durissimo. Abbiamo parlato per ore, e poi, quasi senza accorgercene, ci siamo baciati. È stato il mio primo vero bacio, e non posso negare che in quel momento ho sentito qualcosa di fortissimo.

Lui è stato sincero con me fin da subito. Mi ha detto che il suo matrimonio non è felice, che vive in un rapporto spento e senza passione, e che da tempo si sente intrappolato, bla bla. Mi ha confessato che, da quando mi ha conosciuto, si sente di nuovo vivo. Io sono confuso, perché sento che mi sto innamorando di lui, ma che cazz, doveva capitarmi proprio uno sposato?

Di recente, lui mi ha fatto una proposta che mi ha lasciato senza parole: sarebbe disposto a lasciare la moglie e iniziare una relazione con me, ma solo se io mi sento pronto a vivere questa storia con lui. Mi ha detto che non vuole ferirmi o mettermi sotto pressione, ma che non può più vivere senza di me, ma solo se io volessi farlo. Mah ma che cazzo.

Io non so cosa fare. Da una parte, l’idea di vivere questa storia d’amore mi manda fuori di testa, ma dall’altra ho paura.

Vi chiedo aiuto, perché mi sento perso. Dovrei seguire il mio cuore o sto facendo una cazzata assurda?

Grazie per aver letto,
Filippo di Napoli

Col tempo provo sempre più stizza verso quelli sposati gay che tradiscono spessisimo, nella mia città vanno nei parcheggi la notte e li rimorchiano. Voi cosa ne pensate? io dico di trovarti un altro tranquillamente, è pieno di persone gay realizzate che vorrebbero una storia seria.

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Luca guardava fuori dalla finestra del suo appartamento, osservando la pioggia che batteva sui vetri. Era sempre stato affascinato dai temporali. Il fragore dei tuoni e i lampi che squarciavano il cielo grigio lo facevano sentire piccolo, ma in qualche modo anche vivo. Quella sera, però, la pioggia sembrava riflettere il tumulto che portava dentro.

Aveva appena finito di leggere un articolo online intitolato Gay News: Le battaglie che non finiscono mai. Parlava delle difficoltà che ancora molte persone gay affrontano nel mondo, nonostante i progressi nella società. Luca si era ritrovato a pensare alla sua vita, alle sue scelte e, inevitabilmente, a ciò che aveva sempre considerato il cuore della sua identità: la sua omosessualità.

Aveva 32 anni e non era mai stato “ufficialmente” in una relazione seria. Non per mancanza di desiderio, ma perché c’erano sempre state delle barriere, sia interne che esterne. La sua famiglia era tradizionalista, con un padre che non aveva mai detto una parola gentile sugli omosessuali e una madre che cercava di non “vedere” quello che era ovvio. “Luca, ma una fidanzata? Non è ora?” gli aveva chiesto qualche settimana prima durante una cena in famiglia. Lui si era limitato a sorridere e cambiare argomento.

Quella sera, mentre la pioggia rallentava, decise di uscire per prendere una boccata d’aria. Indossò una giacca leggera e si diresse verso un piccolo bar che frequentava di tanto in tanto. Non era un locale esplicitamente gay, ma era noto per essere “friendly”, un rifugio discreto per chi cercava un po’ di autenticità senza troppe etichette.

Entrò, si sedette al bancone e ordinò un bicchiere di vino rosso. Era una serata tranquilla, con poche persone sedute ai tavolini. Uno di loro attirò immediatamente la sua attenzione. Era un uomo sulla trentina, con capelli castani e un sorriso leggermente timido. Non riusciva a smettere di guardarlo.

Dopo qualche minuto, l’uomo si alzò e si avvicinò al bancone, sedendosi accanto a Luca. “Anche tu scappi dalla pioggia?” chiese, rompendo il ghiaccio.

Luca sorrise, sorpreso dalla spontaneità. “Più che altro scappo dai pensieri. La pioggia mi piace.”

L’uomo rise, e da quel momento la conversazione fluì naturalmente. Si chiamava Andrea, insegnava letteratura in un liceo e viveva a pochi isolati da lì. Parlare con lui era semplice, come se si conoscessero da sempre. Alla fine della serata, Andrea gli chiese se voleva rivedersi. “Gay for it,” scherzò con un sorriso malizioso. Luca rise, imbarazzato, ma accettò.

Nei mesi successivi, Luca e Andrea iniziarono a frequentarsi. Ogni appuntamento era un piccolo passo verso qualcosa di più grande, un “noi” che Luca non aveva mai immaginato possibile. Per la prima volta, sentiva di poter essere completamente se stesso con qualcuno. Andrea non solo accettava la sua omosessualità, ma la celebrava, facendolo sentire amato e visto.

Una sera, mentre passeggiavano mano nella mano lungo il fiume, Andrea gli chiese qualcosa che Luca non si aspettava. “Hai mai pensato a cosa significa davvero per te essere gay?”

Luca rimase in silenzio per un momento. “È… complicato,” rispose infine. “Per anni ho pensato che fosse solo una parte di me, una specie di etichetta. Ma ora credo che significhi libertà. Libertà di amare chi voglio, di vivere la mia vita senza vergogna.”

Andrea annuì. “Per me, significa autenticità. È accettare ogni parte di me stesso, anche quelle che il mondo potrebbe giudicare.”

Quelle parole rimasero impresse nella mente di Luca. Gli facevano capire che essere gay non era solo una questione di sesso omosessuale o attrazione fisica. Era molto di più. Era identità, comunità, e il coraggio di affrontare un mondo che non sempre era gentile.

Non tutto, però, era perfetto. Un giorno, Luca decise di raccontare ai suoi genitori di Andrea. Era stanco di nascondersi, di vivere una vita divisa. La cena era iniziata tranquilla, ma quando pronunciò le parole “Io e Andrea siamo una coppia,” il silenzio calò come una cappa pesante.

Suo padre si alzò da tavola, visibilmente scosso. “Non voglio sentire queste cose in casa mia,” disse, lasciando la stanza. Sua madre sembrava combattuta tra l’istinto materno e il peso delle tradizioni. “Luca, lo sai che ti vogliamo bene, ma… non capisco. Non riesco ad accettarlo.”

Quella sera, Luca tornò a casa di Andrea con il cuore spezzato. “Forse ho sbagliato,” disse, lasciandosi cadere sul divano. Andrea lo prese tra le braccia. “No, hai fatto la cosa giusta. Hai scelto di vivere la tua verità. E anche se è difficile, è l’unico modo per essere davvero felice.”

Col tempo, le cose migliorarono. La madre di Luca iniziò a chiamarlo più spesso, facendo domande su Andrea, cercando di capire. Suo padre era più restio, ma anche lui, lentamente, abbassò le difese.

Luca imparò che l’accettazione, sia da parte degli altri che di se stessi, è un viaggio. Ci sono ostacoli, ma anche momenti di pura gioia. Insieme ad Andrea, costruì una vita che era autentica e piena di amore. Parteciparono a eventi per celebrare l’orgoglio gay, supportarono giovani della comunità LGBTQ+ e si circondarono di persone che li accettavano per quello che erano.

Una sera, mentre guardavano il tramonto dal balcone, Luca si voltò verso Andrea. “Sai, penso di aver trovato il vero significato di essere gay.”

Andrea sorrise. “E quale sarebbe?”

“Essere liberi di amare e di essere amati, senza paura.”

Andrea lo baciò. E in quel momento, con il cielo dipinto di sfumature rosate, Luca sentì che, nonostante le sfide, il futuro era pieno di promesse. Perché l’amore, in tutte le sue forme, era la cosa più importante.


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