GAY LOVE STORY: L’INSERVIENTE MI HA MESSO SOTTO

Vi presento il mio racconto gay “L’INSERVIENTE MI HA MESSO SOTTO” . E’ una gay love story piena di colpi di scena, e a metà tra l’eccitazione trasgressiva omosessuale e l’amore romantico tipico delle storie gay giovani!

Leggi subito questo libro di storie gay, e fammi sapere cosa ne pensi con un commento!

Martin era rimasto in ufficio fino a tardi, anche quella sera. Era la terza volta, quella settimana, che finiva le pratiche dopo la mezzanotte, e dire che quella situazione lo aveva stufato, era un eufemismo.

Era Dirigente lì alla TyoCorp da quattro anni, e la situazione non era mai andata così male. All’inizio aveva quattro stagisti a cui delegare il lavoro, ma poi aveva dovuto liberarsi di due di loro, per via di tagli al budget, il che ovviamente era ricaduto sulle sue spalle.

Uscì dall’ufficio, e si diresse verso il bagno.

Attraversò il corridoio, e aprì la porta. Era una toilette con varie porte interne, ed un sontuosissimo lavabo di marmo.

Appena fu entrato, un’uomo con una tuta arancione uscì dalla porta in fondo. Era chiaramente un addetto alle pulizie, ma colpì Martin in maniera particolare.

Era ispanico, ed incredibilmente muscoloso.

Guardò le due figure allo specchio. La sua era snella e molto piccola, visto che misurava appena centocinquantacinque centimetri, mentre quella dell’uomo delle pulizie era alta e imponente.

Mentre posava l’occhio sui molteplici tatuaggi sulle sue braccia, valutò che doveva essere sui due metri circa.

Martin si sentì immediatamente intimidito, come spesso gli succedeva quando incontrava qualcuno che fosse molto più alto di lui. Come al solito, cercò di non farlo notare.

In quel momento l’uomo lo vide, e fece un sorriso.

<<Buonasera, signore>> chiese quello <<Credevo non ci fosse più nessuno in ufficio, o non avrei cominciato i bagni>>

L’uomo doveva avere circa trent’anni, e quando Martin lo guardò meglio in faccia, vide che era piuttosto avvenente. Aveva tratti decisi, con labbra carnose e un naso pronunciato.

La sua espressione era molto più gentile di quanto si potesse aspettare dai tatuaggi e dalla mole dei suoi muscoli.

<<Non c’è problema>> disse lui, con un sorriso <<Vado un attimo, e poi ti lascio campo libero>>

<<Prego>> fece l’uomo, spostandosi di lato per farlo passare. Mentre era accanto a lui, Martin non potè fare a meno di guardargli le scarpe, e vedendo che erano grandi il doppio delle sue, si sentì un vero e proprio nano.

Aprì la seconda porta, e una volta entrato, si chiuse dentro.

Si sbottonò i pantaloni, ed estrasse il suo pene.

Martin osservò il suo membro mentre faceva pipì, e sorrise. Era enorme, a dispetto della sua altezza, il che gli dava un bel pò di autostima.

Avvertì dei rumori alla sua sinistra, che interruppero per un paio di secondi la sua pisciata.

Continuò, ma qualche secondo dopo, avvertì un altro suono, sempre a sinistra ma più in alto. Alzò la testa, e quasi cadde a terra quando vide la faccia dell’uomo delle pulizie che sporgeva dal separè, osservandolo attentamente.

<<Ma cosa fai?>> esclamò Martin, quasi cadendo a terra per la sorpresa, e facendo finire il getto di pipì sul pavimento.

L’uomo non rispose, ma continuò a fissarlo.

Poi, dopo alcuni interminabili secondi, e sempre senza smettere di guardarlo, sussurrò “Continua”.

Carlo non sapeva cosa fare, ma quando provò a finire di fare pipì, si accorse che gli riusciva difficile, perchè ormai il suo pene si stava riempiendo di sangue.

Si sforzò per far uscire le ultime gocce di urina, e poi rivolse un secondo sguardo all’omone.

Vide che si stava leccando le labbra, e non smetteva assolutamente di guardarlo.

<<Masturbati>> ordinò l’uomo, e dopo avergli rivolto un’occhiata, Martin non potè che obbedire.

Si sentiva completamente soggiogato, ed il fatto che l’uomo fosse salito sul gabinetto per poterlo spiare rendeva la sua figura ancora piu alta e imponente.

Martin cominciò ad accarezzare il suo pene, toccando col pollice la zona del frenulo, mentre teneva ben salda la base con l’altra mano.

Si sentiva le gambe molli, e tremava. Non gli era mai successa una cosa del genere, e non riusciva a non pensare alle conseguenze. Si immaginò l’entrata di qualche collega, in quel momento, e gli si accapponò la pelle.

Ma sentiva la presenza enorme dell’uomo, anche se non fisicamente, ed era come se non stesse decidendo lui, ma soltanto obbedendo a degli ordini.

Martin gli lanciò un’altra occhiata, e vide che si stava mordendo le labbra, e da come si muoveva, intuì che probabilmente si stava toccando il pacco.

Era terrorizzato, perchè non sapeva cosa avrebbe potuto fare l’uomo una volta che fosse uscito dal bagno. Se avesse voluto stuprarlo, di certo Martin non sarebbe riuscito ad opporsi.

In quel momento sentì movimento, e quando guardò nel punto dove stava l’uomo fino a un attimo prima, non vide più nulla.

Appena un paio di secondi dopo, sentì bussare alla porta della toilette.

Il suo cuore andò in folle, e poi riprese a battere, a bomba.

Martin non sapeva cosa fare, ma prima che potesse pensarci ancora, l’enorme mano dell’uomo battè di nuovo sulla porta.

Si voltò, e si rassegnò ad aprire la porta.

Si rese però conto, che una parte della sua mente era eccitata come un cane che rivede il suo padrone dopo mesi di lontananza.

Spalancò la porta piano, e si ritrovò di fronte all’uomo. Avendolo così vicino, la differenza di altezza era ancora più evidente, e Martin si sentì una nullità, perchè non arrivava nemmeno al suo petto.

L’uomo sorrise, e senza dire niente, spinse Martin un pò avanti, e richiuse la porta alle sue spalle.

<<Sai, ti avevo notato>> gli disse, con un tono molto meno gentile di quello di prima.

Martin non potè farci nulla, perchè accadde in un attimo. Un secondo prima era semplicemente molto teso, quello dopo i suoi pantaloni erano bagnati di urina.

Se avesse voluto esprimere a parole la vergogna che stava provando, avrebbe fatto scena muta. La vergogna era tremenda, e anche se non lo sapeva, era destinata solo ad aumentare.

L’uomo scoppiò a ridere.

<<Ma dai, non è possibile>> esclamò lui, allargando le braccia <<Sei incontinente, piccolo?>>

Martin divenne rosso, e in quel momento cominciò a sentire l’odore dell’uomo in maniera distinta. Era forte, ferale, ed in qualche modo feroce.

Ebbe un moto improvviso di orgoglio, e si fece forza, cercando di apparire sicuro.

<<Come cavolo ti permetti?>> esclamò lui, andandogli vicino, e cercando di intimidirlo.

L’espressione dell’uomo cambiò improvvisamente, facendosi cupa. Di colpo afferrò Martin dalle spalle, e lo attirò a sè. Lui non potè fare nulla, nemmeno quando l’inserviente cominciò a stringerlo fortissimo.

<<Aaaaah, lasciami>> esclamò lui, ma l’uomo lo ignorò completamente. Gli mise una mano sulla bocca, e lo spinse contro il muro. Poggiò il suo corpo su di lui, spingendolo forte verso la parete, e usò la seconda mano per afferrargli il cazzo.

Quando lo trovò riempito e pulsante, l’inserviente rise.

<<lo sapevo che ti piaceva, fighetta>>

Martin non osò rivolgergli lo sguardo, e preferì rimanere passivo, anche perchè aveva capito di non avere alcun potere in quella situazione.

L’uomo si abbassò i pantaloni, ed estrasse un pene eretto che doveva misurare appena una quindicina di centimetri, ma con uno spessore decisamente generoso.

Era circonciso, e la cappella era grande, maestosa, e poderosa come un Megatron.

<<Prendilo, da bravo>> gli sussurrò l’uomo, accarezzandogli la faccia, e poi afferrandogliela bruscamente. Avvicinò il suo viso al pene, per permettergli di sentirne l’odore per qualche secondo.

Martin spalancò la bocca, senza sapere cosa stava per succedere. Il suo pene sembrava impazzito, forse l’adrenalina lo aveva fatto rizzare.

O forse era davvero una fighetta.

Ma all’uomo non interessava nulla. Pensava solo a farcire per bene la bocca del piccolo Martin.

Il suo pene era come un trapano, molto determinato e vibrante.

Già prima che sborrasse Martin sentì sulla sua lingua un bagnato diffuso, ma quando il momento arrivò, fu come un palloncino pieno che esplode al contatto di un ago.

Il bagnato arrivò direttamente nella sua gola, sul palato, sulla lingua, sotto di essa, e in parte sgorgò fuori, ricadendo sulla sua barbetta.

Si sentì affogare, ma per fortuna l’uomo estrasse il pene, facendo sbrodolare fuori una notevole quantità di sperma.

Gli diede uno schiaffetto sulla guancia.

<<Bravo piccolo. Ci si vede in giro, guardati in giro se sei da solo, potrei passare a salutarti>>

Gli sorrise, e mentre Martin metabolizzava il tutto, uscì dal bagno, lasciandolo solo e pieno di sperma.

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“Una gay love story che mi ha sorpreso, in genere nelle storie gay libri i personaggi sono solo abbozzati, e rendono ridicola l’intera storia. In questo romanzo, invece, ho riscontrato tanti fattori interessanti, mi ha ricordato le storie gay degli annunci ma con molto più amore e passione!”

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Martin è un uomo di quarant’anni, bassino, dedito al lavoro e con zero vita sessuale. Una sera, quando l’ufficio si svuota, incontra un inserviente altissimo e nerboruto, che lo rende nervoso. Tra loro ci sono almeno quaranta centimetri di differenza, e Martin si sente vulnerabile, e in soggezione.
Poi tutto prende una svolta inaspettata quando va in bagno, e l’enorme inserviente lo segue…

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