IMPROVVISAMENTE BISESSUALE PARTE 2

ROMANZO MM GAY ROMANCE SAP

Ecco la seconda parte del racconto gay romance IMPROVVISAMENTE BISESSUALE

Carlo rimase immobile per qualche istante, poi abbassò gli occhi, e continuò a sorseggiare il suo cocktail.

In quel momento entrarono nel locale due coppie.

<<Finalmente>> sussurrò il barista, sorridendo <<Ti lascio col tuo cocktail, vado ad accoglierli>>

<<Certo>> replicò Carlo, evitando ancora di guardarlo direttamente.

Fece due grandi sorsi dal bicchierone, mentre la sua mente processava quello che era appena successo. L’alcool cominciava ad ottenebrare i suoi pensieri, ma ciò non gli impedì di realizzare che, qualunque cosa fosse stata, gli aveva fatto piacere.

Rimase qualche minuto da solo, e una volta finito il cocktail, si voltò, cercando con lo sguardo il barista, per ordinare qualcos’altro.

Vide che quello stava parlando con la coppia appena arrivata, prendendo le loro ordinazioni, ma non appena lo vide, gli sorrise.

Nemmeno un minuto dopo, era di nuovo da lui.

Carlo vide che era evidentemente contento. Doveva significare molto per lui vedere nuovi clienti nel suo locale.

<<Allora>> esordì guardandolo <<Questo primo cocktail è stato fenomenale. Ora sono incerto se prenderne un altro uguale, o provare qualcosa di diverso>>

Il barista si appoggiò con le mani sul bancone, e si fermò a riflettere su cosa consigliare al cliente. Carlo non potè fare a meno di notare le sue braccia, spesse e muscolosissime. Erano molto ben definite, e i tatuaggi su di esse sembravano quasi prendere vita per quanto erano spinti in fuori.

<<A questo punto ti faccio provare un’altra delle mie creazioni>> esclamò evidentemente orgoglioso <<Si chiama “Spaccaputtanelle” !>>

Carlo scoppiò a ridere.

<<Non dirmi che hai messo un nome del genere sul menù ufficiale!>> chiese stupito.

<<Nooooo!>> rispose l’altro, gioviale <<E’ un nome informale….di certo non dico alle puttanelle che vengono qui che è dedicato a loro! Sai, vorrei conservare qualche cliente!>>

Carlo rise ancora di più.

<<E va bene, vada per questo “Spaccaputtanelle” allora>>

L’altro lo guardò fisso negli occhi, e poi gli fece un’occhiolino.

<<Non te ne pentirai!>>

Senza aggiungere altro, si voltò e cominciò a preparare il cocktail.

Carlo non potè fare a meno di notare la sua straordinaria corporatura. Era magro, ma molto tonico. La maglietta gli andava leggermente stretta, e faceva emergere un pezzo di pelle appena sopra i pantaloni. Questi ultimi erano larghi, e facevano vedere una striscia di mutande rosso scuro.

Dopo nemmeno un minuto, il barista si voltò stringendo fra le mani un cocktail di un colore indefinibile, a metà tra il grigio e l’amaranto.

<<Ecco qui, mio caro amico>>

Carlo lo afferrò, e mentre l’altro aspettava di vedere se gli piacesse, bevve il primo sorso. Fu assalito da una decina di sensazioni contrastanti, che dopo qualche istante si riunirono in un impatto davvero molto gustoso.

<<Allora?>> gli chiese il barista, interessato al suo giudizio.

Carlo scosse le spalle.

<<E’ buonissimo>> esclamò poi con un sorriso <<Ma penso che tu lo sapessi già, sei davvero bravo!>>

L’altro sorrise, inorgoglito.

<< Ma grazie, sir!>> rispose facendo un piccolo inchino.

Carlo rise, e si stupì di sè stesso. Non si sentiva così disteso da settimane. Certo, probabilmente era merito soprattutto delle quantità ingenti di alcool che stava ingurgitando, ma cominciò a sospettare che ci fosse qualche altro motivo.

<<Comunque io sono Carlo>> esclamò all’improvviso, porgendogli la mano.

L’altro fece lo stesso, e gliela strinse con forza. Nell’istante del contatto, avvertì qualcosa. Quella stretta era potente, e calorosa, e piena di trasporto. E lui sentì che si stava lasciando andare sempre di più.

Era una sensazione piacevole, ma anche troppo trascinante per i suoi gusti.

<<Io sono Roberto>> replicò l’altro <<E’ davvero un piacere conoscerti>>

Ci furono alcuni istanti in cui i due continuarono a tenere le mani avvinghiate, poi Carlo si staccò, con più veemenza di quanto avrebbe voluto.

Fece un altro enorme sorso dal suo cocktail.

Qualcuno dietro di lui chiamò Roberto, e lui si affrettò ad andare.

Carlo rimase di nuovo da solo, e continuò a bere. In quel momento ripensò a quando sarebbe dovuto tornare a casa, e si rese conto che non gli andava affatto.

Circa due ore dopo, Carlo era completamente ubriaco. Nel frattempo il locale si era riempito, e Roberto ne sembrava molto contento. Si muoveva avanti e indietro, soddisfando le richieste dei vari clienti, sempre col sorriso sulla faccia. Durante la serata era passato un altro paio di volte ad accertarsi che si stesse trovando bene, cosa che Carlo aveva molto apprezzato.

Ad un certo punto quest’ultimo si era reso conto di essere completamente ubriaco. Sentiva la testa che gli girava, e non aveva il totale controllo delle sue azioni. Fece per alzarsi, ma si rese immediatamente conto che in quelle condizioni non poteva andare da nessuna parte, sicuramente non con la sua auto.

Estrasse il telefono dalla tasca, e vide quattordici chiamate perse, tutte da parte di sua moglie. Sbuffò. Non voleva affrontarla in quel momento, ma sapeva di doverla chiamare per rientrare.

<<Ehi!>> sentì dire alle sue spalle, mentre due mani salde lo afferravano, una da un braccio, e l’altra da un fianco.

Si voltò, e vide Roberto dietro di lui. Così vicini, si notava la differenza d’altezza tra i due, di quasi dieci centimetri.

<<Ehi>> replicò Carlo, ridacchiando, cercando di staccarsi dalla fortissima stretta dell’altro.

<<Stai decisamente barcollando>> replicò Roberto, ridendo a sua volta <<Credi ci sia la possibilità che tu sia ubriaco?>>

Carlo fece un’espressione seria per qualche istante, poi scoppiò a ridere.

<<Mi sa di si!>> biascicò, continuando a ridere come se fosse la cosa più divertente del mondo.

<<Non puoi guidare in queste condizioni>> sentenziò quello, lanciandogli un’occhiata molto seria <<Ti chiamo un taxi>>

Carlo protestò vivacemente, sempre barcollando.

<< Ma non posso lasciare la macchina qui!>>

<< Ma si che puoi>> replicò l’altro <<Questa zona è piena di telecamere, non te la ruba nessuno….Domani mattina vieni con l’autobus, e la riprendi>>

Carlo riflettè per secondi interminabili, poi riuscì ad accettare che sembrava una buona idea

<<E va bene>> disse semplicemente.

Roberto gli passò una mano intorno al collo, e lo accompagnò all’uscita.

L’altro si lasciò trascinare, appoggiandosi con fiducia al barista, nonostante lo avesse appena conosciuto.

Una volta fuori, Roberto estrasse il cellulare, e compose il numero dei taxi. Carlo rimase accanto a lui, sentendosi fuori di sè come non gli accadeva da un sacco di tempo. Tutto il suo corpo fremeva, e in quel momento non voleva assolutamente staccarsi dall’abbraccio.

<<In cinque minuti il taxi sarà qui>> gli comunicò con un sorriso.

Carlo cambiò espressione in un istante.

<<Così poco?>> gli chiese, deluso.

L’altro scoppiò a ridere.

<< Volevi restare tra le mie braccia un altro pò?>> gli chiese scherzando.

<<Si>> replicò Carlo, immediatamente e senza rifletterci.

L’altro rimase stupito, e subito lui si rese conto di quello che aveva detto.

<<Abbracciami per bene, allora>> replicò Roberto, con grande stupore di Carlo, piazzandoglisi di fronte, con le braccia aperte.

Quest’ultimo ebbe un pò di incertezza, ma poi mandò al diavolo tutti i pensieri, e si fece avanti, piazzando le braccia intorno al bacino dell’altro.

Roberto sorrise, e lo strinse forte.

Rimasero così, fermi l’uno tra le braccia dell’altro, per almeno un paio di minuti.

Poi Carlo avvertì un fremito, e si rese conto con stupore che il suo pene si stava gonfiando. Si staccò d’impulso, lasciando l’altro a fissarlo perplesso.

In quel momento vide il taxi in lontananza.

Si voltò verso Roberto, e gli sorrise.

<<Grazie per la serata>> disse semplicemente.

L’altro sorrise a sua volta.

<<Grazie a te, bello. Allora ci vediamo>>

Carlo non smise di sorridere.

<<Questo è poco ma sicuro>> disse ancora una volta senza pensarci. Si accorse che si stava comportando in modo assurdo, ma decise di non preoccuparsene. Evidentemente c’era un motivo, anche se non voleva minimamente avventurarsi a scoprire quale.

Salì sul taxi, e fece ritorno a casa.

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” Mi è piaciuto questo mm gay romance, è un libro con personaggi strani ma intriganti. Lo ricollego alle tematiche sap mm italiano. Adoro il personaggio di Roberto, raramente nella narrativa gay ho ritrovato caratteri così ben sviluppati”

” Senza dubbio è un romanzo interessante, ma non sopporto assolutamente la moglie di Carlo, è davvero insopportabile, mai vista un’arpia del genere nei tanti romanzi mm che ho letto nel tempo. Comunque è molto romantico come romanzo, la tematica full gays è quella più ricorrente secondo me”

“Non avevo mai letto un romanzo con così tanta gay stuff, ma sono piacevolmente sorpreso. Da etero mi sono appassionato al mm gay romance tra Roberto e Carlo, e onestamente tifavo per loro assolutamente! BRAVO L’AUTORE”

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