LIBRI GAY 2020 : IMPROVVISAMENTE BISESSUALE 4

IMPROVVISAMENTE BISESSUALE 4( libri gay 2020)

Ecco la quarta parte del romanzo omosessuale “IMPROVVISAMENTE BISESSUALE”!

<<Cavolo…>> esordì quest’ultimo <<Però mi sono appena ricordato di una cosa…Stasera ho una cena con mia moglie ed alcuni amici…non posso disdirla…ma potresti unirti a noi!>>

Roberto fece un’espressione dubbiosa, e scosse la testa.

<<No, non credo sia il caso…non li conosco!>>

Carlo sorrise, e gli afferrò un braccio. L’altro fu sorpreso dal gesto, ma non si allontanò.

<<E li conoscerai! Dai, vieni! Ci tengo…!>>

Roberto riflettè qualche istante, ed alla fine sorrise.

<<E va bene, ci sarò! Scambiamoci i numeri, così mi puoi aggiornare sui dettagli>>

Carlo sorrise, e diede il numero all’altro. Poi lo salutò calorosamente, ed uscì dal locale.

Mentre entrava nell’ascensore dell’edificio in cui lavorava, non poteva fare a meno di pensare che si era messo in un bel casino. Ma si sorprese a pensare che dopotutto non gliene fregava niente. Osservandosi allo specchio si vedeva sorridere in modo così genuino, che non poteva essere che contento.

Erano le otto di sera, e sia Carlo che Letizia erano pronti per uscire. Lei indossava un vestitino piuttosto scollato, nero e piuttosto corto. Lui indossava una giacca blu scuro, ed una camicia nera al di sotto. La moglie criticava sempre quella combinazione, ritenendola stonata, ma a lui non importava. Si sentiva sicuro di sè con quel completo.

<<Ma quindi chi è questo tuo amico ?>> chiese lei, mentre chiudevano la porta di casa.

Carlo alzò le spalle.

<<Uno simpatico>> disse semplicemente <<Ti piacerà, vedrai>>

Dieci minuti dopo erano davanti al locale.

Attesero per qualche minuto, finchè non videro arrivare Roberto. Carlo lo vide da una decina di metri di distanza, e quasi si sbracciò per salutarlo, cosa che non sfuggì alla moglie.

Indossava una camicia a quadri rossi e blu, con dei pantaloni molto semplici, ma che gli stavano bene. Nel complesso risultava davvero bello, con quella sua aria alla mano e interessante.

Una volta che si fu avvicinato, salutò calorosamente Carlo con un abbraccio, poi attese di essere presentato.

<<Letizia, lui è Roberto>> esclamò con un sorriso.

<<E’ un piacere conoscerti>> disse lui, porgendole la mano.

Lei impostò un sorriso approssimativo, e fece lo stesso.

<<Il piacere è mio>>

Seguirono alcuni secondi di silenzio, piuttosto imbarazzanti.

<<Ma gli altri stanno arrivando?>> chiese Carlo.

Letizia estrasse il cellulare, e fece per chiamarli, ma in quel momento sentirono una voce dietro di loro.

Carlo si voltò per primo, ed individuò i tre amici. Erano due uomini e una donna, tutti originariamente conosciuti da Letizia, e poi diventati anche parte della sua cerchia.

Priscilla era una ragazza altissima, sempre molto elegante, come il suo ragazzo, Francesco, il quale era uno dei più avvenenti che Carlo conoscesse, anche se era di quasi cinque centimetri più basso di lei. L’altro si chiamava Federico, ed era il più simpatico del gruppo. Aveva un colorito a metà tra il bianco e il nero, ed era di origini marocchine.

<<Ciao ragazzi!>> salutò Priscilla con entusiasmo, dando due bacetti a Letizia. Carlo si fece avanti e strinse la mano ai due amici, mentre Roberto rimase in disparte.

Quando ebbero finito i saluti, Priscilla lanciò uno sguardo interrogativo in direzione di quest’ultimo.

<<Lui è un mio amico, si chiama Roberto>> disse Carlo indicandolo <<Loro sono Priscilla, Francesco e Federico>>

<<E’ un piacere>> esclamò lui, con la sua solita giovialità.

Tutti e tre gli strinsero la mano, sfoderando sorrisi che sembravano più di circostanza che altro. Priscilla lanciò più di un’occhiata al suo outfit, e Carlo intuì che non doveva piacergli granchè.

<<Allora, entriamo?>> esclamò Letizia.

Il locale era di classe: tavolini ben apparecchiati, quadri d’autore alle pareti, e strani lampadari al neon sul soffitto.

<<Prenotazione a nome Becchi>> comunicò Priscilla al maitrè, prendendo subito in mano la situazione.

<<Tavolo tredici>> rispose quello con un sorriso, facendosi avanti per accompagnarli.

Carlo osservò Roberto mentre camminavano, e notò che sembrava a disagio. Gli lanciò un’occhiata, e il viso di quello parve subito illuminarsi.

Presero posto al tavolo, Letizia e Carlo da un lato, Priscilla e Francesco dall’altro, e Roberto e Federico al capotavola.

Un cameriere portò subito loro dei menù.

Priscilla prese il primo, seguita a ruota dagli altri.

<<Io so già cosa prendere>> esordì dopo qualche istante <<Una mia amica mi ha consigliato il brasato di maiale, dice che qui è favoloso>>

<< Eh lo spero, se lo pagano a prezzo d’oro!>> esclamò Roberto, scherzando.

Fu subito trafitto dagli sguardi allibiti di Priscilla, Letizia e Francesco, che non erano affatto soliti preoccuparsi del prezzo di quello che ordinavano.

<<Se vuoi mangiare qualcosa di buono, devi pagare!>> esclamò Priscilla, ridacchiando.

Carlo lo osservò, e vide che era imbarazzato.

<< Bè, io lo dico sempre che una buona pizza batte qualunque piatto, anche il più elaborato>> replicò Carlo, sorridendo all’amico <<Comunque io prenderò il timballo di tortellini, sembra molto appetitoso>>

<<Allora, Roberto, raccontaci un pò di te…Cosa fai nella vita?>> gli chiese Federico, con un tono amichevole.

<<Faccio il barista>> replicò quello con un sorriso <<Lavoro in un bar in centro, che non è ancora troppo frequentato, ma lo sarà presto. Voi cosa fate invece?>>

Priscilla quasi sussultò per la sorpresa.

<<Io ho un’azienda informatica>> esclamò, piena di sè <<Bè, allora quando non ci andrà di prendere il caffè alla macchinetta, sappiamo chi far venire>>

Letizia e Federico risero subito ed abbondantemente, mentre Roberto abbassò la testa. Carlo si sentì imbarazzato per lui.

La conversazione proseguì su altri temi, mentre attendevano che il cameriere tornasse da loro per ordinare.

<<Ragazzi, io e Priscilla abbiamo appena finito di vedere Daredevil>> esclamò ad un certo punto Letizia <<Non avete idea di quanto sia bello, è il miglior telefilm sui supereroi che ci sia sulla piazza, pieno di azione, troppo figo>>

<<Confermo!>> aggiunse Priscilla, sorridendo all’amica <<E l’attore che fa Daredevil è bono da paura>>

<< Bè, se mi parli dell’avvenenza del protagonista potrei anche essere d’accordo>> replicò Roberto perplesso <<Ma come si fa a dire che quello è il miglior telefilm sui supereroi? Evidentemente non hai visto Arrow e The Flash!>>

<< In effetti Arrow è un mito>> commentò Carlo, che era un fan della serie ormai da anni <<Quanto vorrei saper fare le sue acrobazie>>

Priscilla lanciò un sorriso beffardo in direzione di Roberto.

<<Bè, la tua opinione è interessante, ma cozza totalmente con quella dei maggiori recensori. Io seguo tutti i siti che si occupano di telefilm, e sono unanimi nel dire che Daredevil sia migliore. E sono gestiti da giornalisti e scrittori, gente che sa quello di cui parla!>>

Roberto stava per rispondere, quando arrivò il cameriere a prendere le ordinazioni.

Dopo averle indicate, Roberto si alzò in piedi.

<<Ne approfitto per fumare una sigaretta, ragazzi>> esclamò, sempre sorridendo.

<<Quasi quasi mi unisco anche io, se me la offri>> commentò Carlo.

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<<Caro, ma non avevi quasi smesso?>> intervenne subito Letizia, aggrottando le sopracciglia.

<<Cosa vuoi che sia una sigaretta>> replicò lui, leggermente infastidito. Si alzò in piedi, e insieme a Roberto si diresse verso l’uscita del locale.

Una volta fuori, ci fu un momento di imbarazzo. I due erano uno di fronte all’altro, e si guardavano negli occhi.

Carlo osservò il suo viso, che sembrava scolpito nel marmo, e sentì vicino a sè il suo fisico massiccio. Si accorse di dover alzare leggermente la testa per fissarlo, e questo lo intimidì un pò. Poi però si rese conto di quanta affabilità ci fosse nel suo viso, e si sentì incredibilmente a suo agio.

Intorno a loro non c’era nessuno: quella sera c’era un ventaccio, e la strada sembrava deserta.

Roberto si riscosse, ed estrasse due sigarette dal pacco che portava nei pantaloni.

<<Ecco qui>> esclamò passandogliene una. Le loro dita si sfiorarono per qualche istante, e Carlo avvertì un fremito.

<<Grazie>> replicò lui, e mentre Roberto accendeva la sua, aspettò che gli desse anche l’accendino. (Libri gay 2020)

In quel momento notò che l’altro aveva un’espressione un pò abbattuta in viso.

<<Mi dispiace per l’atteggiamento di Priscilla>> disse poi, assumendo un tono serio <<Non credevo si sarebbe comportata così>>

Roberto si rabbuiò, e scrollò le spalle.

<<Lei ha un’azienda, io sono soltanto un barista…in quale altro modo dovrebbe trattarmi?>>

Carlo si avvicinò a lui, e gli mise una mano sulla spalla.

<<Non dire più una cazzata del genere>> esclamò deciso <<Per quello che vale, mi sembri una persona dieci volte migliore di lei, nonostante tutti i suoi soldi, che tra parentesi ha ereditato dai genitori, di certo non ha guadagnato lei>>

Roberto gli sorrise, e Carlo dovette frenare l’impulso di avvicinarsi ancora di più a lui.

<<Grazie>> rispose lui <<Ma in ogni caso non sono venuto certo per lei>>

Ci fu un altro istante. Carlo gli sorrise, e lo fissò nei suoi profondi occhi verdi, con tutta l’intensità di cui era capace.

Fece un passo avanti, e poi accadde.

Roberto si spinse avanti, e lo baciò sulle labbra. Nell’istante del contatto, fu come se una scarica elettrostatica gli attraversasse la pelle, lambendolo fino agli strati più interni.

Lasciandosi andare all’istinto, Carlo mosse le sue labbra, avvolgendole su quelle di Roberto e avvicinandosi sempre di più a lui.

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