GAY DADDY CHAT: STORIA HOT GAY P

Il racconto di Namir, un ragazzo gay diciottenne della Tunisia che conosce meglio il padre di un suo amico, Roberto, uomo d’affari quarantenne. La loro gay daddy chat sarà piena di dettagli hot, e lascerà Namir molto incerto sul da farsi!

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” Ciao sono Namir, sono arrivato con mia madre qualche anno fa in Italia e vivo in Milano vicino la circonvalla. Sto finendo la scuola sono al quinto anno e ho diciott’anni, e sono un ragazzo molto serio. Il mio amico Fabrizio abita vicino casa mia, e sono spesso da lui perchè ha una tv enorme. C’è spesso anche il padre single, Roberto, un uomo con barba e capelli corti biondi, fisicato, e molto gentile con me.

L’altro giorno stavo facendo i compiti a casa di Fabrizio, e lui ha ricevuto una chiamata dalla ragazza, e mi ha detto di restare li che lui tornava in una mezz’oretta. Dopo una decina di minuti è arrivato a casa Roberto, il padre di Fabrizio, e mi ha chiesto se volessi un caffè.

A me andava e ho detto di si; mentre lo preparava ero in piedi vicino a lui, e ho notato che è più alto di me e molto più muscoloso. Mi ha dato il caffè e poi mi ha chiesto se avessi una ragazza. Io ho detto di no imbarazzato, e lui mi ha chiesto se mi piacciono i maschi.

Io sono arrossito e gli ho detto di si, e lui mi ha sorriso.

Ha detto che gli piacerebbe passare un pò di tempo con me, guardare la partita insieme magari.

Io ho detto che mi piacerebbe, perchè lui è davvero davvero un bell uomo.

Quando ho detto si lui si è fatto avanti, e mi ha preso la mano con la sua che è più grande. Mi accarezzava le dita dolcemente, e a me è venuto molto molto duro. Poi si è avvicinato a me, mi ha stretto in un abbraccio in cui le nostre “spade” si sono toccate, e poi mi ha dato un bacio a stampo sulla bocca.

Io ho ricambiato ma lui si è staccato, ha detto fra un pò arriva mio figlio, riprenderemo.

Io ho detto ok e sono tornato a studiare. Stamattina ho ricevuto un messaggio su whatsapp da Roberto, non so come ha avuto il mio numero ma stanotte Fabrizio dorme dalla ragazza, e mi ha chiesto se vado a cena da lui. Cosa devo fare secondo voi?”

Facci sapere nei commenti cosa ne pensi, io non so cosa farei perchè il gay daddy sembra interessante ma l’amico non potrà mai accettarlo!

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Incontri al Sud: Una storia di connessioni e scoperte

Lorenzo non avrebbe mai immaginato che un semplice messaggio su un sito di incontri avrebbe cambiato la sua vita. A 45 anni, si sentiva a un punto morto: divorziato da anni, con una carriera solida ma priva di passione, e un desiderio sempre più forte di scoprire chi fosse davvero. Aveva sempre saputo di essere attratto sia da uomini che da donne, ma non aveva mai esplorato fino in fondo questa parte di sé.

Una sera, navigando distrattamente tra i profili su una piattaforma che prometteva free gay p, notò un messaggio da parte di un ragazzo molto più giovane di lui. Si chiamava Riccardo, aveva 23 anni, e il suo profilo era accompagnato da una foto che metteva in evidenza un sorriso timido e occhi pieni di curiosità.

Riccardo aveva scritto:
“Ciao Lorenzo, so che forse la differenza d’età potrebbe sembrarti strana, ma mi hai colpito. Mi piacerebbe conoscerti.”

Quel messaggio fu l’inizio di una storia che avrebbe portato Lorenzo e Riccardo a esplorare non solo sé stessi, ma anche i luoghi più nascosti e accoglienti del Sud Italia.


Un incontro ad Ancona

Dopo settimane di messaggi e videochiamate, Lorenzo e Riccardo decisero di incontrarsi di persona. Lorenzo viveva ad Ancona, e Riccardo accettò di raggiungerlo da Pescara. Era la prima volta che Lorenzo si trovava ad avere un appuntamento con un ragazzo così giovane, un gay twink, come avrebbe scherzato Riccardo. “Non preoccuparti,” gli aveva detto, “a me piacciono i gay daddy come te.”

Lorenzo rise a quel commento, anche se l’idea di essere un “daddy” lo metteva un po’ a disagio. Quando finalmente si incontrarono in un piccolo bar nel centro storico di Ancona, ogni preoccupazione svanì. Riccardo era genuino, dolce e affascinato da ogni parola di Lorenzo. Passarono ore a parlare, passeggiando lungo il porto, e per la prima volta Lorenzo sentì che la differenza d’età non era un ostacolo, ma una ricchezza.


Un viaggio verso Pescara

Qualche settimana dopo, fu il turno di Lorenzo di visitare Riccardo a Pescara. Qui, Riccardo gli fece scoprire i luoghi più inclusivi della città, quelli dove la comunità LGBTQ+ si sentiva a casa. Uno di questi era un piccolo locale gestito da una coppia di gay bear, che organizzavano serate a tema e incontri per promuovere la visibilità della comunità. Lorenzo si sentì accolto e sorpreso dalla vivacità del luogo.

Durante quella visita, Riccardo gli propose di fare un viaggio insieme. “Ci sono così tanti posti nel Sud che non conosco,” disse. “Potremmo esplorarli insieme.” Lorenzo accettò senza pensarci due volte, e così iniziò la loro avventura.


Esplorando le Marche e il Molise

Il viaggio li portò prima attraverso le Marche, dove visitarono piccoli borghi e scoprirono una scena LGBTQ+ più nascosta, ma presente. A Macerata, si unirono a un incontro di un’associazione locale che si occupava di sostenere giovani gay Marche. Parlarono con ragazzi che condividevano le loro esperienze e ascoltarono storie di chi lottava per creare spazi sicuri in una regione ancora molto tradizionale.

Da lì, si spostarono verso il Molise. Campobasso li accolse con la sua atmosfera tranquilla, ma Riccardo non resistette a fare qualche ricerca su “gay Molise” per scoprire se ci fosse una scena locale. Trovò un piccolo gruppo su un social network che organizzava eventi informali, come cene e serate di cinema. Decisero di partecipare a una di queste serate e furono colpiti dalla calda accoglienza dei presenti.


La Calabria e la Basilicata: incontri che cambiano la vita

Il viaggio continuò verso Sud, con tappe in Calabria e Basilicata. In Calabria, cercando “incontri gay Calabria“, Riccardo trovò un evento sulla spiaggia organizzato da una rete di associazioni LGBTQ+. Si trattava di una festa aperta a tutti, un’occasione per celebrare l’orgoglio e la comunità in una regione spesso considerata conservatrice.

Lorenzo, inizialmente riluttante, si lasciò convincere da Riccardo a partecipare. Quella serata sulla spiaggia fu una rivelazione: ballarono insieme sotto le stelle, circondati da persone di tutte le età che festeggiavano l’amore e la libertà di essere sé stessi. Lorenzo si rese conto di quanto avesse perso non esplorando prima quella parte della sua identità.

In Basilicata, invece, cercarono “incontri gay Basilicata” e trovarono un piccolo locale a Matera, noto per essere un punto di ritrovo per la comunità queer. Fu qui che incontrarono una coppia che aveva fatto coming out negli anni ’90, quando essere apertamente gay in quella regione era ancora un tabù. Quelle storie li ispirarono e li aiutarono a rafforzare il loro legame.


Puglia: casa e cuore

Il viaggio si concluse in Puglia, dove Lorenzo si sentiva più a casa. Riccardo, tuttavia, non aveva mai esplorato appieno la regione, e così decisero di visitare Bari, Lecce e altri luoghi. A Bari, Lorenzo lo portò in un bar che frequentava da anni, un luogo sicuro per la comunità LGBTQ+ locale.

“Non pensavo ci fosse tanto in Puglia,” disse Riccardo, stupito. “Forse perché cercavo solo incontri gay Puglia online, ma non avevo mai trovato nulla di così concreto.”

A Lecce, visitarono un evento artistico che celebrava la cultura queer nel Sud Italia. Le opere esposte raccontavano storie di lotta, amore e resilienza, e Lorenzo si sentì profondamente toccato. Si rese conto che quel viaggio non era stato solo un modo per conoscere Riccardo, ma anche un modo per riconciliarsi con sé stesso e con una parte di lui che aveva a lungo trascurato.


Un futuro insieme

Al termine del viaggio, Lorenzo e Riccardo si trovarono a riflettere su quanto fossero cambiati. Per Lorenzo, quel percorso era stato una scoperta tardiva, ma necessaria. Aveva trovato il coraggio di accettare chi era veramente e, in Riccardo, un compagno che lo faceva sentire giovane e vivo. Per Riccardo, Lorenzo rappresentava una guida, un porto sicuro in un mondo che a volte sembrava troppo grande e complesso.

Decisero di continuare a vivere separati per il momento, ma con l’idea di costruire qualcosa di duraturo. “Non importa dove andremo,” disse Riccardo, “basta che ci siamo io e te.”

E così, quella che era iniziata come una semplice risposta a un messaggio su una piattaforma di free gay p si trasformò in una storia d’amore che attraversava confini, regioni e cuori. Una storia di un gay daddy e un gay twink, ma soprattutto di due persone che, nonostante le differenze, avevano trovato qualcosa di speciale l’una nell’altra.

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