OMOEROTISMO TRA DUE ETERO NELLA LORO PRIMA ESPERIENZA GAY HOT
PATRIZIO E LE COCCOLE GAY DA UBRIACO è la storia di un uomo e della sua prima esperienza gay, quando dopo una serata alcolica comincia a ricordare l’attrazione omoerotica verso un ragazzo molto bello conosciuto la sera prima. Patrizio ha sentito un’attrazione omoerotica fortissima e l’impulso di toccare l’altro, specialmente nelle parti basse, cosa assolutamente ricambiata. Una prima esperienza gay complicata ma molto eccitante. Leggi questo hot gay romance novel, proprio sotto l’immagine!

Patrizio era da solo a casa, quella mattina.
Stava studiando per l’esame di diritto commerciale, e non ne poteva decisamente più. Era l’ultima sessione di esami, quella più difficile, perchè il caldo opprimente rendeva davvero difficile concentrarsi.
Decise di andare in bagno, per sciacquarsi la faccia, nella speranza di ritrovare la lucidità.
Quando fu lì, si osservò nello specchio, e sorrise.
Anche con le occhiaie derivanti dal troppo studio notturno, la sua bellezza era accecante, almeno dal suo punto di vista.
Aveva una bocca piuttosto sporgente, con labbra che qualcuno aveva definito ”da pesce lesso”, ma che in realtà piacevano moltissimo alle ragazze. Una fossetta sotto il mento, visibile anche sotto la barba bionda lunga che portava, rendeva il suo viso più aggraziato, mentre i suoi occhi grigi lo rendevano più unico che raro.
“Ma perchè uno carino come me deve sprecarsi a studiare?” pensò Patrizio, sbuffando.
Andò a farsi un caffè, e mentre fissava la caffettiera, qualcuno suonò il campanello.
Patrizio aggrottò le sopracciglia: chi poteva essere? Il suo coinquilino non era in città, e lui non aspettava assolutamente visite.
Andò alla porta, e aprì lo spioncino, per osservare all’esterno.
Appena vide chi era, trasalì. I ricordi dell’altra sera, così sconvolgenti per lui, erano sepolti nei recessi della sua mente, e non aveva più voluto pensarci, ma evidentemente non valeva lo stesso per l’altro.
Si chiese se non sarebbe stato meglio fingere di non esserci a casa, ma poi sentì una piccola spinta ad aprire, proveniente da chissà dove dentro di lui.
Titubante, girò la maniglia, e spalancò la porta.
Si ritrovò di fronte Gerard, il ragazzo francese che aveva conosciuto un paio di sere prima. Somigliava molto a Chris Pratt, con il suo fisico imponente ma anche muscoloso, e la sua barbetta bionda.
In più rispetto all’attore aveva un tatuaggio sul viso, proprio sotto la guancia, con una frase in francese di cui non sapeva il significato, e una cicatrice sotto il mento, visibile anche sotto la barba.
Era poco più alto di Patrizio, e quasi altrettanto bello.
<<Ciao!>> esclamò subito quest’ultimo, quando fu faccia a faccia con lui.
Appena la porta si fu aperta, e Gerard ebbe visto il ragazzo, un sorriso comparve sul suo volto.
<<Ti ho trovato, finalmente!>> esclamò quello <<Mi hai detto dove abitavi ma non quale interno era, sarà da mezz’ora che giro>>
Patrizio era incredibilmente imbarazzato, e lo invitò immediatamente ad entrare, in modo che nessuno sul pianerottolo potesse vederlo.
<<Cosa ci fai qui?>> gli chiese poi, prendendolo per il braccio, e spingendolo vicino al muro.
Quello parve confuso, e alzò le spalle.
<<L’altra sera mi ha fatto piacere bere con te, pensavo potessimo essere amici!>> esclamò Gerard <<Ma evidentemente mi sono sbagliato, visto come hai appena reagito!>>
Patrizio lo osservò per un attimo, e capì che si stava comportando male. Quel ragazzo era stato gentilissimo con lui, e quello che era capitato con era stata certo colpa sua. Almeno, non del tutto.
<<Scusa>> esclamò poi, mettendo le mani in avanti <<Sono stato solo sorpreso dal fatto che tu sia veramente venuto fin qui>>
Gerard gli lanciò un’occhiata perplessa.
<<Sei una persona completamente diversa rispetto all’altra sera. Dovresti bere tutto il giorno, forse, adesso sembri in paranoia>>
A Patrizio stavano veramente girando le palle. Come si era permesso quello a venire lì, a casa sua, e ad insultarlo pure?
Poi si ricordò un frammento della sera in cui si erano conosciuti, che non rammentava proprio fino a quel momento.
Patrizio e Gerard erano abbracciati, su una panchina vicino al River, locale in centro dove si ballava fino a tarda notte. Dovevano essere state almeno le cinque, perchè il cielo cominciava a schiarirsi, per prepararsi all’alba.
Patrizio non stava capendo assolutamente nulla. Aveva bevuto sei cocktail quella sera, fatti tutti da Ramon, un suo amico che faceva il barista al River, e quindi fortissimi, come piacevano a lui.
I suoi amici se ne erano andati prima, lasciandolo solo con quello sconosciuto. Non aveva idea di come, ma nella discoteca avevano iniziato a parlare, mentre facevano la fila per andare in bagno. Probabilmente era stato Gerard ad attaccare bottone, ma Patrizio non ne era sicuro. Quello che invece era certo, era che lui non si era assolutamente tirato indietro.
Erano stati insieme a ballare e a bere per almeno due ore, isolandosi dai rispettivi amici. E poi, quando ormai la serata era giunta alla fine, erano finiti su quella panchina, e dal nulla Gerard gli aveva messo un braccio attorno al collo.
Patrizio si era girato verso di lui, e poi era accaduto.
Gerard gli aveva messo l’altra mano sopra, sul petto. Patrizio indossava una camicia, con i bottoni aperti, e pian piano le dita dell’altro si fecero strada al di sotto di essa, sul suo petto poco villoso.
Perchè diavolo glielo aveva lasciato fare? Però l’idea di fermarlo non si era proprio formata, sembrava assurda.
La mano di Patrick era scesa sul suo addome, mentre l’altra aveva cominciato a sbottonargli la camicia.
Erano in pubblico, anche se passava qualcuno solo ogni tanto, e la maggior parte del tempo la strada era deserta. Ma Patrizio era troppo fuori per preoccuparsene, e in quel momento il suo pene voleva che qualcuno lo toccasse.
<<Sei un figo, lo sai?>> gli aveva detto in quel momento Gerard, e lui era rimasto a bocca aperta. Non aveva mai ricevuto un complimento così da un uomo, e chissà perchè questo lo fece gasare molto di più, rispetto ai tanti che gli erano state fatte da ragazze.
<<Grazie, anche tu>> riuscì a dire lui, e in quel momento sentì che avrebbe potuto vomitare. Si rilassò sulla panchina, mentre il ragazzo continuava a toccarlo.
Quando Gerard aveva toccato il cavallo dei suoi pantaloni, prima solo di lato con il mignolo, poi con tutte le altre dita, aveva pensato di fare resistenza. Una cosa del genere in pubblico, era impensabile per lui. E se lo avesse visto qualcuno?
( RACCONTO OMOEROTICO GAY HOT, PRIMA ESPERIENZA GAY DI OMOEROTISMO)
Ma voleva sborrare fin troppo. Si lasciò coccolare dalle dita sapienti del ragazzo, che pian piano sbottonarono anche i pantaloni.
Poi successe una cosa ancora più impensata: Gerard si alzò in piedi, per poi abbassarsi in ginocchio davanti a lui.
Patrizio si risvegliò un pochino, e osservò con attenzione la scena. La faccia super maschile del ragazzo si abbassò sul suo pacco, mentre con le mani abbassava le mutande, rivelando il suo piccolo pene super duro.
La grande bocca di Gerard, foderata da quella bellissima barbetta bionda, inghiottì il suo membro, e cominciò a giocarci. La lingua si accavallava sul suo glande, muovendolo da una parte all’altra, mentre le labbrone stringevano forte la base del pene.
Non durò più di trenta secondi, che furono INCREDIBILI per Patrizio, e poi finì.
Il seme del ragazzo esplose all’ingiù, come una piccola mitragliatrice sulla linguona di Gerard. Quest’ultimo lo guardò negli occhi, e gli sorrise. Poi lo vide inghiottire, e alzarsi in piedi barcollando, con uno sguardo soddisfatto.
Patrizio si affrettò a rimettersi le mutande e i pantaloni, e poi l’altro gli tese la mano, e lo fece alzare in piedi.
<<E’ stato bellissimo>> fece quello, senza smettere di sorridere, ma quasi cadendo a terra nel frattempo <<Ora devo andare, domattina lavoro presto, ma come faccio a ritrovarti, poi?>>
DANG!
Era stato allora che Patrizio gli aveva dato il suo indirizzo, come uno stupido. Ed ora si trovava lì, di fronte al ragazzo che lo aveva circuito, senza sapere cosa fare.
Riflettè, e si rese conto che la parola circuito era l’ultima che potesse usare.
E forse dopotutto, gli aveva fatto anche un pò piacere rivederlo.
Ti è piaciuto questo racconto di omoerotismo? Commenta con le tue impressioni, e leggi altro con i link qui sotto!
racconto fantasy gay, anche lì c’è una prima esperienza gay e tantissimo omoerotismo.
Leggi un racconto hot inviato dal nostro utente, un threesome imprevisto casalingo, strapieno anche quello di omoerotismo, e racconta le prime esperienze gay
SCOPRI UN RACCONTO GAY SICILIANO
- RACCONTO PRIMA ESPERIENZA GAY HOT
- DUE UOMINI ETERO SORPRESI IN ATTI DI OMOEROTISMO
- HOT GAY ROMANCE NOVEL OMOEROTICO
- UNA STORIA OMOEROTICA COMPLESSA ED ECCITANTE
RACCONTI OMOSESSUALI DA LEGGERE
ECCO PER VOI UNA STORIA GAY INVENTATA PER VOI
La scoperta di Luca: Un viaggio di crescita e amore
Luca non aveva mai pensato molto alla propria sessualità. Cresciuto in una famiglia tradizionale, in una cittadina dove il tempo sembrava essersi fermato, aveva sempre vissuto rispettando le aspettative degli altri. Aveva ventidue anni quando tutto cambiò.
Un incontro casuale
Era una calda serata estiva quando Luca incontrò Andrea. Si trovavano entrambi a una festa organizzata da un amico comune, ma era evidente che nessuno dei due fosse a proprio agio in mezzo alla folla rumorosa. Andrea si avvicinò per primo, con un sorriso gentile.
“Non ti ho mai visto prima,” disse. “Sei di qui?”
Luca annuì, sentendosi stranamente nervoso. Andrea era un uomo affascinante, con occhi scuri e un’energia che sembrava riempire la stanza. Sembrava sicuro di sé, una qualità che Luca trovava irresistibile e un po’ intimidatoria.
Parlarono a lungo quella sera, scoprendo di condividere interessi comuni: la musica, i viaggi, e una passione per il cinema. Luca non lo sapeva ancora, ma quello sarebbe stato l’inizio di qualcosa di speciale.
Il segreto di Andrea
Andrea, che aveva venticinque anni, non aveva mai nascosto la sua sessualità. “Sono un uomo gay,” disse apertamente durante una delle loro conversazioni. Luca si sorprese della naturalezza con cui Andrea lo rivelava, come se non ci fosse nulla di cui vergognarsi. E forse non c’era.
Quella dichiarazione lasciò Luca pensieroso. Cominciò a notare piccoli dettagli su sé stesso, ricordi e sensazioni che aveva sempre ignorato. Si trovava a chiedersi cosa significassero quei momenti in cui si era sentito attratto da altri uomini, seppur fugacemente. Per la prima volta, si sentiva libero di esplorare quelle domande senza paura di giudizi.
Una connessione più profonda
L’amicizia tra Luca e Andrea si intensificò rapidamente. Passavano ore a parlare di tutto, condividendo sogni e paure. Andrea era anche il primo a cui Luca confidò qualcosa di molto intimo.
“Credo che potrei essere… non lo so, gay? O forse bisessuale?” disse Luca una sera, seduto sul divano dell’appartamento di Andrea. La parola “gay” gli uscì a fatica, come se fosse una confessione proibita.
Andrea sorrise con calore. “Non devi etichettarti se non ti senti pronto. L’importante è essere onesti con te stesso. Ti capisco, sai? Anch’io ho avuto il mio momento di dubbi.”
Fu quella conversazione a cambiare tutto. Luca si sentì visto, accettato, e per la prima volta non più solo.
La prima esperienza gay
La sera che segnò una svolta nella vita di Luca arrivò inaspettata. Erano usciti insieme per una cena tranquilla, seguita da una passeggiata nel parco. Il cielo era limpido, e le luci della città creavano un’atmosfera intima. Andrea si fermò improvvisamente e si voltò verso di lui.
“Luca, posso chiederti una cosa?” disse, con un’espressione seria.
“Certo,” rispose Luca, il cuore che batteva forte.
“Ti sei mai chiesto come sarebbe baciare un uomo?”
Luca sentì il viso scaldarsi. Non aveva bisogno di rispondere: la verità era scritta nei suoi occhi. Andrea si avvicinò lentamente, dandogli il tempo di allontanarsi se avesse voluto. Ma Luca non si mosse. Quando le loro labbra si incontrarono, fu come se il mondo intero si fermasse.
Quello fu il suo primo bacio gay. Un momento dolce e travolgente, che avrebbe ricordato per sempre.
L’esplorazione del desiderio omoerotico
Dopo quel bacio, le cose cambiarono. Luca si trovò a desiderare sempre di più la compagnia di Andrea, ma anche a interrogarsi sui suoi sentimenti. La loro relazione si trasformò gradualmente in qualcosa di più intenso. Le loro serate insieme erano intrise di un’energia speciale, di una tensione omoerotica che Luca non aveva mai provato prima.
Una notte, dopo aver guardato un film, si ritrovarono abbracciati sul divano. Andrea accarezzò il viso di Luca e sussurrò: “Non devi avere paura di quello che provi. È tutto normale, è tutto giusto.”
Quella frase rassicurante spinse Luca a lasciarsi andare completamente, vivendo la sua prima esperienza fisica con un uomo. Fu un momento di scoperta e connessione profonda, che lo aiutò a capire chi era veramente.
Il mondo LGBTQ+: Twink e Bear
Mentre la loro relazione cresceva, Andrea iniziò a introdurre Luca nel mondo LGBTQ+. Gli spiegò i termini e le sottoculture che facevano parte della comunità. Parlarono di “twink” – ragazzi giovani e magri, spesso visti come un’icona di bellezza – e di “bear”, o “orso gay”, uomini più robusti e pelosi, che rappresentavano una mascolinità diversa ma altrettanto celebrata.
“Tu sei sicuramente più un twink,” scherzò Andrea una sera, strappando una risata a Luca.
“E tu allora, saresti un bear?” rispose Luca, ridendo.
“No, non sono abbastanza robusto. Ma non importa, sai? La comunità è così ricca e varia che c’è spazio per tutti.”
Questi discorsi aiutarono Luca a sentirsi parte di qualcosa di più grande. Non era solo; c’era un’intera comunità di persone come lui, ognuna unica a modo suo.
Il segreto gay
Nonostante la loro felicità, Luca continuava a vivere con un peso: il segreto della sua relazione. Non aveva ancora trovato il coraggio di dirlo alla sua famiglia o ai suoi amici d’infanzia. La paura del giudizio lo bloccava, anche se sapeva che, prima o poi, avrebbe dovuto affrontare quella conversazione.
Andrea lo supportava, ma lo incoraggiava a prendere il suo tempo. “Quando ti sentirai pronto, lo farai. E quando accadrà, sarò al tuo fianco,” gli disse.
La prima persona a cui Luca rivelò la verità fu Marco, il suo migliore amico d’infanzia. “Devo dirti una cosa,” iniziò Luca, con la voce tremante. “Sto frequentando qualcuno. Si chiama Andrea… ed è un uomo.”
Marco rimase in silenzio per un momento, poi sorrise. “Luca, sono tuo amico da sempre. Non mi importa chi ami, basta che tu sia felice.”
Quelle parole sollevarono un peso enorme dal cuore di Luca. Era un piccolo passo, ma era l’inizio di un percorso verso l’accettazione completa.
Relazione gay: costruire un futuro insieme
Con il passare del tempo, la relazione tra Luca e Andrea si fece sempre più solida. Parlavano del futuro, di viaggi da fare insieme e persino di andare a vivere nello stesso appartamento. Luca si sentiva finalmente libero di essere sé stesso, e questo grazie ad Andrea, che gli aveva mostrato cosa significasse amare senza riserve.
Un giorno, mentre passeggiavano mano nella mano lungo il fiume, Andrea si fermò e guardò Luca negli occhi. “Sai, non sono mai stato così felice,” disse.
“Nemmeno io,” rispose Luca, sorridendo.
Conclusione: Essere sé stessi
La storia di Luca è quella di un ragazzo che ha imparato ad accettarsi, a vivere con autenticità e a scoprire la bellezza dell’amore. Non è stata un’esperienza facile, ma ogni passo del suo percorso – dalla prima esperienza gay, al primo bacio gay, fino alla sua relazione con Andrea – lo ha reso la persona che è oggi.
Luca sa che il viaggio non è ancora finito, ma è pronto a continuare a esplorare il mondo e sé stesso, con Andrea al suo fianco e il cuore pieno di speranza.
