STORIA GAY PRIDE INCONTRI IN TOSCANA
Quest’oggi vi presento la storia di Alessandro e Michael, coppia di amici bisex che intraprende una relazione gay in toscana nella segretezza, e si innamora, dopo tanti incontri gay a Pisa, Lucca, Firenze.
” Ciao ragazzuoli mi serve un consiglio, io ho sempre fatto solo incontri negli autogrill, oppure nelle docce delle palestre, e nessun mio amico sa che sono gay. Io mi chiamo Alessandro, e il mio migliore amico Michael, lui è tre anni più grande, e 17 cm più alto di me. Facciamo sempre sport insieme all’aperto, e l’altro giorno è successo che abbiamo pisciato all’aperto uno accanto all’altro, e lui ha fatto un complimento sul mio pene, dicendo che è piu grosso del suo anche se io sono un “tappetto”. non mi aveva mai chiamato così, io ho messo il muso, lui se n’è accorto ed era dispiaciuto. Ha detto scusami tanto, era una battuta, lo sai che io ti voglio bene e che sei il mio migliore amico.
Io ho fatto ancora l’incazzato, e lui si è messo in ginocchio e mi ha chiesto scusa. Poi si è alzato in piedi e mi ha abbracciato, e in quel momento ho sentito che gli era diventato duro. Secondo voi dovrei dirgli che mi piace e che forse sono innamorato di lui?”
Molto bello questo racconto, io ti consiglio di dirgli la verità, cioè che sei gay, ma senza dire che ti piace lui, vedi che dice e poi ti regoli!
Commenta per dare un consiglio o per raccontare la tua storia di incontri gay, specialmente incontri hot gay toscana lucca pisa!

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ecco una storia simile ma inventata da art ificial intel cosa ne pensate?
Leonardo aveva sempre amato il contrasto tra la tranquillità delle colline toscane e la vivacità che scopriva nei cuori delle persone che incontrava nei suoi viaggi. A venticinque anni, con il suo fisico snello e il viso fresco da “twink” (come lo definivano scherzosamente gli amici), viveva a Pisa dove studiava all’università. La sua vita, apparentemente semplice, era in realtà un viaggio di scoperta, fatto di incontri e riflessioni.
Leonardo frequentava da tempo la comunità LGBTQ+ della Toscana, e non passava mai un Gay Pride senza parteciparvi. Ogni anno, quello era il momento in cui poteva sentirsi davvero libero e parte di qualcosa di più grande. Era come se la Toscana, in quei giorni, si illuminasse di colori nuovi, di voci e di sorrisi.
Fu proprio durante il Gay Pride di Lucca che Leonardo incontrò per la prima volta Marco, un uomo alto e massiccio, con una barba brizzolata e un sorriso misterioso. Con il suo fisico imponente, Marco era l’esempio perfetto di un “orso”, come veniva chiamato scherzosamente dai suoi amici. Si distinguevano: mentre Leonardo sfilava con una maglietta color arcobaleno e un paio di shorts, Marco indossava jeans scuri e una semplice camicia nera. Tuttavia, era impossibile non notarli, entrambi fieri e determinati, ciascuno nella propria individualità.
Quel primo incontro fu breve, fatto di un paio di sorrisi scambiati tra la folla, ma nei giorni successivi Leonardo non riusciva a togliersi Marco dalla testa. Sapeva che quella scintilla era più di un semplice interesse passeggero. Decise di cercarlo sui social, trovandolo abbastanza facilmente grazie a qualche contatto comune. Dopo qualche messaggio timido, si diedero appuntamento in un bar di Pisa, a pochi passi da Piazza dei Miracoli.
Davanti a una birra, iniziarono a parlare. Marco aveva quarant’anni e veniva da Lucca; lavorava come designer, con un certo successo, ma aveva uno stile di vita molto riservato. Leonardo, incuriosito, iniziò a fargli domande più dirette. «So che non dovrei chiederlo così, ma… hai qualcuno?»
Marco rise, con un tono grave ma sincero. «Diciamo che il mio mondo è un po’ diverso da quello della maggior parte delle persone. Amo le relazioni profonde e… particolari.»
Leonardo lo guardò incuriosito. Marco, dopo qualche esitazione, gli raccontò di come amasse vivere una relazione basata su ruoli precisi, e di come si identificasse come “master” in quelle dinamiche. Era il lato di sé che esplorava con pochi, e Leonardo si accorse di essere affascinato da quella sincerità. Non sapeva se fosse un mondo che poteva appartenergli, ma sentiva che c’era qualcosa in Marco che risuonava profondamente in lui.
Continuarono a frequentarsi e, con il passare del tempo, il loro legame divenne più intenso. Marco si rivelò essere una persona premurosa e attenta, qualcuno che sapeva rispettare i tempi e i confini di Leonardo. La loro dinamica era basata su un’intesa che andava oltre l’apparenza dei ruoli. Leonardo, che inizialmente pensava di volere solo un compagno simile a lui, scoprì in Marco una stabilità e una forza che lo completavano, mentre Marco trovava in Leonardo una freschezza e un entusiasmo che lo facevano sentire vivo.
Un giorno, Marco propose a Leonardo di partecipare con lui a un evento di “master/slave” a Firenze, dove avrebbero potuto incontrare altre coppie con un approccio simile al loro. Leonardo accettò, pur sentendosi un po’ in ansia. Sapeva che quel mondo era ancora nuovo per lui, ma la fiducia che provava per Marco lo rassicurava.
L’evento si svolse in una villa fuori città, tra le colline fiorentine. L’ambiente era elegante e rispettoso, con persone di ogni tipo e di ogni età, alcune molto simili a Marco, altre con un aspetto più simile a quello di Leonardo. C’era una sorta di codice implicito in ogni interazione, fatto di rispetto e di complicità. Per la prima volta, Leonardo sentì di far parte di un mondo che non doveva nascondere. Sentì che quella diversità non era qualcosa da temere, ma da celebrare.
A un certo punto della serata, Marco lo prese per mano e lo portò all’esterno, dove poterono ammirare le colline illuminate dalla luce della luna. «Sai, Leo, non pensavo che avrei mai trovato qualcuno che potesse capirmi davvero. Eppure tu sei qui, e per me è incredibile.»
Leonardo sorrise, sentendo il cuore battere più forte. «Anche per me è tutto nuovo, ma so che sono felice. Non avevo mai trovato nessuno che mi facesse sentire così a mio agio, così… libero.»
Quella notte, per la prima volta, Leonardo si rese conto di quanto fosse importante per lui vivere pienamente la propria identità, senza più maschere o paure. Con Marco al suo fianco, si sentiva pronto a esplorare non solo la propria sessualità, ma anche il proprio cuore, i propri desideri più nascosti e il bisogno profondo di appartenere a qualcuno.
Dopo quella serata, la loro relazione si consolidò ulteriormente. Leonardo trovò la forza di parlare apertamente con i suoi amici e di coinvolgere Marco nelle sue cerchie più strette. Scoprì, con stupore, che molti di loro erano più comprensivi di quanto si aspettasse. La comunità LGBTQ+ della Toscana era piccola, ma accogliente e sempre pronta a celebrare ogni sfumatura di amore.
Al successivo Gay Pride a Pisa, Leonardo e Marco sfilarono insieme. Questa volta, non si nascosero più: sfilarono fianco a fianco, fieri del loro amore, fieri di ciò che erano diventati insieme. Leonardo si rese conto di aver trovato finalmente la propria strada, un sentiero fatto di autenticità e di libertà.
Mentre attraversavano la folla, Leonardo guardò Marco e sentì che, qualunque cosa sarebbe successa in futuro, quella storia e quell’amore lo avevano già trasformato, rendendolo più forte e più consapevole.
