SESSUALITà REPRESSA: BISESSUALITA

Un racconto di sessualità repressa, il nostro utente ci racconta come l’amicizia possa diventare attrazione e poi sesso anche quando uno non se lo aspetta minimamente! Una storia di bisessualità repressa ma esplosiva, che ci svela le conseguenze e come capire se la propria sessualità è repressa

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” Io e il mio amico Giancarlo passiamo molto tempo insieme, lo conosco da anni e andavamo in palestra quando potevamo tre volte a settimana, col lockdown invece ci troviamo sempre più spesso per giocare alla play, anche se abbiamo 35 anni e siamo sposati ci piace un sacco.

Insomma l’altro pomeriggio eravamo da me( mia moglie rientra sempre dopo le 20) e lui ha detto: perchè non facciamo un gioco diverso oggi? Io ho detto ok perchè no, e lui ha detto che aveva letto su internet di un gioco che si faceva da nudi tra amici, in cui bisognava abbracciarsi e vedere chi restava di più senza schifarsi.

Ero un pò imbarazzato ma ho detto ok proviamo, lui si è spogliato subito e pure io, e allora sono stato più imbarazzato perchè il suo pene è molto più grosso del mio.

Lui ha visto il mio imbarazzo e ha detto non preoccuparti stai benissimo.

Mi ha abbracciato e ho sentito tanto calore, le sue braccia mi tenevano molto stretto e lui poi mi ha sorriso. Io ho sorriso imbarazzato, ma poi ho notato che il suo pene era dritto e si strofinava contro la mia pancia( lui è più alto di me), e anche il mio si stava drizzando, e allora mi sono staccato di botto.

Lui ha detto non ti imbarazzare è normale fra amici, poi si è avvicinato di nuovo e mi ha toccato i capezzoli. Non mi sono staccato anche perchè non lo contraddico mai, è un amico così carismatico che mi faccio spesso comandare da lui e decide a cosa giochiamo e che film guardiamo. Lì il mio pene si è drizzato del tutto, e allora lui ha toccato pure quello.

Ho detto che stai facendo, lui ha detto shh, e ha continuato, finchè non sono venuto nelle sue mani.

Poi ha preso la mano e l’ha avvicinata alla sua bocca e ha bevuto il mio sperma.

Mi ha detto bravo mo possiamo rivestirci, e io l’ho fatto. Che bello che è stato, poi abbiamo continuato a giocare come se niente fosse.

Adesso non capisco se voglio che riaccada oppure no. Come faccio a capire se sono etero o la mia bisessualità è repressa?”

Allora te lo dico chiaro, secondo me sei bisessuale eccome! Esplora e divertiti col tuo amico, però non è il massimo che sei sposato!

Voi cosa ne pensate? Commentate qui sotto

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Andrea si era sempre considerato una persona lineare, almeno fino a quando non cominciò a mettere in discussione ogni aspetto della sua vita. Aveva 32 anni, un lavoro stabile e un circolo ristretto di amici, ma c’era una parte di sé che rimaneva inesplorata, un angolo della sua mente in cui non osava guardare troppo a lungo. Non era insoddisfatto, ma c’era qualcosa che gli mancava, una sensazione di incompletezza che non riusciva a spiegare. Negli ultimi mesi, quella sensazione si era fatta più intensa, un costante mormorio che gli impediva di ignorare una domanda a lungo sepolta: “E se la mia fosse una bisessualità repressa?”

L’idea lo spaventava e lo incuriosiva allo stesso tempo. Aveva sempre vissuto come se la sua sessualità repressa fosse un problema temporaneo, qualcosa che sarebbe svanito col tempo. Ma il tempo era passato, e quelle sensazioni non solo erano rimaste, ma si erano fatte più chiare. Durante una serata con il suo amico Luca, che era dichiaratamente gay, Andrea trovò il coraggio di aprirsi. “Sai, a volte mi chiedo se potrei essere bisessuale. Ma non so… come faccio a capirlo?” Luca, con la pazienza e la sensibilità che lo caratterizzavano, sorrise. “Non c’è una risposta definitiva, Andrea. La bisessualità come capirlo dipende da ciò che senti e da quanto sei disposto a esplorare. Non devi avere fretta. Basta ascoltarti.”

Quelle parole rimasero con Andrea per giorni. Aveva sempre avuto un rapporto speciale con Luca, ma non gli era mai passato per la mente di considerarlo sotto una luce diversa. O forse sì, e aveva scelto di ignorarlo? Una sera, mentre prendeva un caffè in un bar del centro, il barista gay lo guardò e gli sorrise. Era un sorriso semplice, amichevole, ma Andrea non poté fare a meno di sentirsi imbarazzato, come se qualcuno avesse appena letto i suoi pensieri. “È così che funziona?” si chiese. “Basta un sorriso per accendere qualcosa dentro di te?”

Andrea iniziò a leggere tutto ciò che trovava sull’argomento. Articoli per gay, storie di persone che avevano scoperto la propria identità più avanti nella vita, e discussioni su forum dove uomini e donne parlavano della bisessualità come riconoscerla. Era affascinato dalle storie di chi, come lui, aveva avuto dubbi sulla propria identità. Si ritrovò a scorrere annunci di gay e persino annunci gay a Bologna, più per curiosità che per altro. L’idea di mettersi in gioco in quel modo lo spaventava, ma iniziava a vedere una luce in fondo al tunnel.

Una svolta arrivò quando Luca lo invitò a un evento organizzato da un’associazione LGBTQ+ locale. “Non devi fare nulla, solo venire a vedere. Ci saranno persone di ogni tipo, e potresti sentirti meno solo.” Andrea accettò, anche se con un misto di entusiasmo e nervosismo. La serata fu un’esperienza illuminante. Conobbe persone che si definivano bisessuali, gay, queer, e tutto ciò che stava nel mezzo. C’era persino un uomo anziano che raccontava di aver scoperto la propria identità solo dopo i 60 anni. “Non è mai troppo tardi per essere sé stessi,” disse l’anziano gay, e Andrea sentì quelle parole come un colpo al cuore.

Tra i presenti c’era anche Marco, un ragazzo di Milano che raccontava con disinvoltura delle sue esperienze. Parlavano di tutto: delle sfide dell’essere bisessuali, delle difficoltà nel trovare spazi sicuri, e persino di annunci massaggi gay che, secondo Marco, erano spesso il modo più divertente per incontrare gente interessante. Andrea rise per la prima volta da settimane, sentendosi finalmente compreso. Marco era spiritoso, ma anche profondo, e Andrea sentì un’attrazione che non aveva mai provato prima.

Nei giorni successivi, Andrea si trovò a pensare sempre più spesso a quella serata. Si rese conto che la sua curiosità non era più una semplice teoria: era un bisogno di esplorare, di capire chi fosse veramente. Decise di uscire con Marco per un caffè. La conversazione fluì naturalmente, passando dai viaggi alle esperienze personali. Marco non faceva pressioni, ma la sua presenza era rassicurante. “Sai,” disse Marco, “la cosa più importante è essere onesti con sé stessi. Non importa se ci metti tempo, l’importante è che ti ascolti.”

Quella notte, Andrea rifletté a lungo. Non era più solo una questione di attrazione fisica o emotiva, ma di identità. Capì che la sua bisessualità uomo non era qualcosa di cui vergognarsi o da nascondere. Era parte di lui, e meritava di essere vissuta. Si iscrisse a un gruppo di supporto a Milano, dove conobbe altre persone che condividevano le sue esperienze. Trovò persino il coraggio di esplorare piattaforme come cerco gay Milano o cercasi gay, non tanto per trovare l’amore, ma per connettersi con chi, come lui, stava cercando di capire sé stesso.

Col tempo, Andrea iniziò a sentirsi più a suo agio nella propria pelle. La sua amicizia con Luca si rafforzò, e il legame con Marco si trasformò in qualcosa di più profondo. Per la prima volta, Andrea si sentì libero di amare senza paura, scoprendo che l’amore bisessuale non era diverso da qualsiasi altro tipo di amore: autentico, complicato e meravigliosamente reale.

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