ZIO GAY ORSO ROMANTICO ROMA VITERBO

Quest’oggi vi propongo la storia di un ragazzo fidanzato da 3 anni con la ragazza, che dopo una cena alcolica a casa dello zio di lei, finisce a letto con lui, orso gay assolutamente eccitante! Leggi subito questa storia GAY UNCLE BEAR A ROMA

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” PUBBLICA IN ANONIMO, mi chiamo Max e vengo da Roma, sto da tre anni oramai con la mia ragazza e stiamo parlando di andare a convivere. Due sere fa siamo andati a cena dallo zio di lei, un uomo sui quarantacinque alto almeno un metro e novanta se non di più.

L’avevo già visto altre volte ed è sempre gentile, la cena è andata bene, e siccome abbiamo bevuto tutti tanta sangria che aveva preparato lui, siamo rimasti a dormire nella camera degli ospiti( lui ha una casa molto grande a tre piani).

Durante la notte dovevo andare in bagno e sono uscito dalla camera in mutande, e ho fatto le scale per andare al bagno che mi aveva mostrato. Lo vedo uscire dal bagno, e rimango a fissarlo un attimo, aveva il torso nudo, molto peloso, e si vedevano le gambe spesse e i piedi nudi.

Lui mi sorride e mi chiede se va tutto bene, io dico sisi devo solo andare al bagno e gli sorrido.

Poi mi dice che è molto contento che sto con sua nipote, e si fa avanti per darmi un abbraccio. E’ stato molto imbarazzante perchè eravamo mezzi nudi e io gli arrivo al petto circa, avevo un suo capezzolo in faccia mentre mi stringeva.

Io dico anche a me fa piacere, comunque ti mantieni bene eh!

Dopo questo complimento vedo che lui cambia espressione, mi chiede se mi piacerebbe succhiargli l’uccello.

Io ci penso un attimo ma poi annuisco, si abbassa subito le mutande e vedo un pene non lunghissimo ma molto largo, e mi abbasso per ciucciarlo.

Lui fa avanti e indietro e mi entra in gola, io ciuccio finchè a un certo punto lui non mi viene tra la bocca e la gola, e sento il sapore della sua sborra.

Lui lo estrae e mi dice: Bravo nipotino, ora vai a letto che ci vediamo domani.

Da allora non smetto di pensare al suo pene e a quanto mi piacerebbe prenderlo dietro. Io sono etero da 4 anni, prima ho avuto esperienze in battuage che ci sono su Aprilia, Roma, Viterbo ecceteera, ma da allora niente più.

Ora mi è tornata la voglia ma siccome sono fidanzato non so…e se scrivo su instagram allo zio e gli chiedo di vederci di nuovo?”

Cavolo, situazione hot ma pericolosissima! E se la tua ragazza ti scopre? Io non so che consigliarti sinceramente 🙂

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PER CHI AMA I LIBRI FANTASY

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ecco una storia scritta dall’intell artificial

Edoardo si era sempre considerato uno spirito libero. Dopo aver lavorato per anni in un’azienda di marketing, aveva deciso di prendersi un anno sabbatico per viaggiare in Italia, spinto dalla curiosità di esplorare le diverse città e, in segreto, coltivare quella parte di sé che raramente emergeva nella vita quotidiana. Sapeva di non essere l’unico a provare quel desiderio di evasione: online, i gruppi dedicati al “gay travel” erano affollati di messaggi di persone come lui, che volevano esplorare il mondo – e forse anche qualcosa di più.

La prima tappa del suo viaggio fu Milano, dove aveva programmato di trascorrere qualche giorno prima di dirigersi verso il sud. Milano lo aveva sempre affascinato per il suo fascino sofisticato e cosmopolita, e, appena arrivato, Edoardo sentì subito l’energia della città che lo avvolgeva. Dopo aver esplorato il centro, decise di concedersi una serata diversa e aprì un’app per incontri, curiosando tra i profili di uomini della zona. Fu lì che incontrò Marco, un avvocato sui quarant’anni con una barba curata e uno sguardo profondo che lo intrigava.

Si diedero appuntamento in un locale del centro, e da subito ci fu un’intesa speciale. Tra un drink e l’altro, parlarono della passione di Edoardo per i viaggi e delle giornate frenetiche di Marco tra lavoro e stress. La conversazione fluiva naturale, ma c’era un’intensità nascosta negli sguardi che si scambiavano. Quando uscirono dal locale, Milano era ancora viva, e i due decisero di passeggiare insieme fino a un angolo nascosto della città. Marco prese la mano di Edoardo, e i due si scambiarono un bacio lungo, profondo, che racchiudeva tutta la loro voglia di lasciarsi andare, almeno per una notte.

Il giorno seguente, Edoardo partì per Roma, con ancora addosso il sapore di quella serata speciale. Roma era una città completamente diversa da Milano, con il suo ritmo rilassato e l’atmosfera romantica. Qui Edoardo decise di soggiornare per qualche giorno in un B&B nel cuore di Trastevere, tra i vicoli colorati e l’odore di cucina casalinga che si diffondeva nell’aria. Una sera, mentre cenava da solo in una trattoria, un uomo seduto al tavolo accanto lo salutò con un sorriso: era Francesco, un ragazzo di Roma con un accento forte e un’allegria contagiosa.

Parlarono a lungo, e Francesco si offrì di mostrargli i lati più nascosti e autentici della città. Il giorno seguente, si ritrovarono a visitare insieme il Colosseo, a perdersi nei vicoli di Roma Antica, e a scoprire piccoli bar lontani dai percorsi turistici. Ogni momento passato con Francesco era carico di quella complicità speciale che si crea quando due persone si incontrano e sanno di essere sulla stessa lunghezza d’onda. La sera, al tramonto, si fermarono sulle rive del Tevere, e Francesco, con uno sguardo complice, si avvicinò a lui. Senza bisogno di parole, si abbandonarono in un bacio appassionato, che sembrava riassumere l’intensità di quei giorni passati insieme.

Dopo Roma, Edoardo proseguì verso la Toscana, fermandosi prima a Firenze. Amava l’arte, e visitare i musei fiorentini era sempre stato un suo sogno. Una sera, mentre esplorava i locali del centro, incontrò Luca, un artista fiorentino che esponeva le sue opere in una piccola galleria. Luca aveva una personalità magnetica, e tra di loro si instaurò subito una sintonia. Trascorsero la serata insieme, parlando di arte, della bellezza dei paesaggi toscani e dei sogni che ognuno custodiva segretamente.

Quella sera, Luca lo invitò nella sua galleria privata. Mentre osservava le tele, Edoardo sentì una mano sfiorargli la schiena, e un brivido lo attraversò. Si voltò e trovò Luca, i cui occhi riflettevano una luce complice. In quella galleria, in un angolo nascosto di Firenze, si lasciarono andare ad un momento di intimità che sembrava quasi surreale, come se fossero gli unici due abitanti di una dimensione parallela, fatta solo di sguardi, gesti e silenzi.

Continuando il suo viaggio, Edoardo raggiunse infine le Marche. Decise di passare qualche giorno in una piccola cittadina costiera, attratto dalla bellezza del mare e dalla tranquillità del luogo. Qui conobbe Alessandro, un istruttore di surf che viveva in un piccolo appartamento vista mare. Alessandro era diverso dagli uomini che aveva incontrato fino a quel momento: aveva un fascino rilassato, un sorriso naturale e l’atteggiamento di chi vive la vita con semplicità.

Edoardo e Alessandro passarono insieme giornate piene di risate e confidenze, esplorando le spiagge e gustando cene all’aperto con il suono delle onde in sottofondo. Una sera, mentre il sole tramontava, Alessandro gli prese la mano e lo portò in un punto isolato della spiaggia. Si baciarono sotto il cielo stellato, con la sabbia fresca sotto i piedi e il mare che li circondava. Era un momento perfetto, fatto di semplicità e dolcezza, che Edoardo sapeva avrebbe ricordato per sempre.

L’ultima tappa del viaggio lo portò nel Lazio, in un piccolo borgo immerso nelle colline. Qui Edoardo incontrò Matteo, un ragazzo che aveva lasciato la città per vivere una vita più tranquilla e autentica. Matteo aveva un agriturismo, e invitò Edoardo a fermarsi qualche giorno per assaporare la vita di campagna. Trascorsero giornate serene, passeggiando tra i vigneti e parlando sotto il cielo aperto. Matteo era una persona profonda, e con lui Edoardo sentiva di poter condividere pensieri e sogni in modo autentico.

L’ultima notte, Edoardo e Matteo si ritrovarono sotto il portico dell’agriturismo, con un bicchiere di vino in mano. L’aria era fresca, e tra una risata e l’altra, i loro occhi si incrociarono in un momento di silenzio. Matteo si avvicinò e lo baciò dolcemente, un bacio che sapeva di nostalgia, ma anche di promessa. Entrambi sapevano che quella era solo una parentesi, ma nessuno dei due era pronto a rinunciare a quell’istante di vicinanza e verità.

Quando Edoardo riprese il suo viaggio, sentiva che ogni incontro lo aveva cambiato in modi che ancora non riusciva a spiegare. Aveva vissuto il suo anno sabbatico non solo come una fuga dalla routine, ma come un’avventura alla scoperta di sé stesso. Attraverso quegli incontri, in ogni città, aveva trovato qualcosa di unico: la passione di Milano, la dolcezza di Roma, la complicità di Firenze, la serenità delle Marche e la profondità del Lazio.

Ogni città gli aveva regalato un frammento di vita, e ogni incontro aveva lasciato un segno indelebile nel suo cuore. Ora, mentre ritornava alla sua vita di sempre, sentiva di portare con sé non solo ricordi, ma anche una nuova consapevolezza di chi era davvero.

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