GAY HOT PORN IN PUBLIC:SOTTOMESSO 2 TUBE

Vi lascio la seconda parte della storia SOTTOMESSO AL MIO CAPO, GAY HOT PORN.

LEGGI QUI LA PRIMA PARTE SE TE LA SEI PERSA

Carlo diventa sempre più sottomesso al suo giovane padrone mulatto, e anche se ha una moglie a casa, si ritrova eccitato ad essere lo schiavo del suo boss, leggi subito GAY PORN IN PUBLIC

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Obbedì senza dire nulla, e si tolse le scarpe, e poi i pantaloni. Decise di lasciare su soltanto i calzini, e poi, dopo qualche istante di incertezza, abbassò anche le mutande, rivelando molti peli, ed un pene solitamente piuttosto grosso, ma che in quel momento era piccolo in modo imbarazzante.

Carlo sentì una risata, e voltandosi verso il capo vide che lo fissava con uno sguardo divertito.

Si sentì ancora di più umiliato ed in imbarazzo, ma decise di provare lo stesso a masturbarsi.

Cercò di pensare a sua moglie, distesa sul letto con le gambe aperte e con lingerie di pizzo indosso. Immaginò sè stesso venire sopra di lei, bagnarla completamente e sentire il suono delle sue urla, che esprimevano tutta la soddisfazione che era capace di provare.

Cominciò a sentire un fremito, e continuando a perdersi nei suoi pensieri, si toccò piano il pene, in modo calmo ed affettuoso, e poi sempre più rapidamente e quasi ferocemente.

Fu distratto da un rumore, e voltandosi si rese conto che il capo, ancora completamente vestito, si stava passando una mano sul cavallo dei pantaloni. Carlo si voltò dall’altra parte, cercando di recuperare la concentrazione, ma si rese conto con sorpresa che il suo pene era sempre più gonfio.

Continuò a toccarsi, provando un’eccitazione che solo raramente gli era capitato di provare fino a quel momento.

Sentì il membro che si stava bagnando, trattenendo una pressione sempre più imponente. Decise di girarsi di nuovo verso il capo, ed in quel momento i loro sguardi si incrociarono. Vide i suoi profondi occhi scuri che lo catturavano, ma rimase sconvolto nel notare che al di sotto dei suoi pantaloni, si stava formando una montagna molto prominente.

Continuò a toccarsi in modo sempre più rapido, finchè non esplose.

Un getto di sperma partì verso l’alto, disegnando un arco, e ricadendo verso il pavimento. Carlo rimase sconvolto nel saggiarne la quantità: non si ricordava di averne mai espulso così tanto.

Il capo gli sorrise, e subito dopo si alzò in piedi, con il pene ancora più grande dentro i pantaloni.

Si avvicinò, e gli posò una mano sulla spalla.

<<Ora puoi andare a casa, piccolo>>

Carlo non osò guardarlo negli occhi. Senza dire nulla, si asciugò lo sperma, si rivestì, e se ne andò.

Una volta a casa, trovò la moglie che lo aspettava, pronta a cenare.

La serata trascorse tranquilla, ma non fecero più sesso, poichè lei ormai era stanca, ed entrambi si sarebbero dovuti alzare presto la mattina dopo.

Si era messo il pigiama e stava per andare a letto, quando ricevette un messaggio su whats app da un numero che non conosceva.

Nell’istante in cui vide che era un video, una terribile paura lo assalì immediatamente.

Aprì il messaggio, e lo avviò.

Vide la scena che aveva vissuto poche ore prima: lui che si masturbava, completamente nudo, e andò immediatamente nel panico. Come se non bastasse, nel video non c’era traccia del capo.

Gli arrivò un’altro messaggio.

<<ORA SEI MIO>>

A Carlo prese un colpo, e subito pensò che era stato davvero uno stupido. Evidentemente il capo doveva averlo ripreso a sua insaputa, e ora aveva un video di lui che si masturbava sul posto di lavoro.

Era pieno di vergogna, e impaurito come non mai. (gay hot porn tube, gay porn in public movie)

<<Non ti ho dato il permesso di riprendermi>> gli scrisse, cercando di suonare il più risoluto possibile <<Cancella il video immediatamente>>

L’altro visualizzò immediatamente la risposta, ma non si degnò di replicare.

Quella sera Carlo quasi non riuscì a prendere sonno, pensando con timore a cosa lo aspettava il giorno successivo.

La mattina dopo, entrò al lavoro con dieci minuti di anticipo. Sperava di incontrare il capo da solo, ma non lo vide fino alle nove e trenta, quando tenne un’altra riunione con tutto lo staff.

Indossava un completo molto elegante, di colore blu elettrico. Cercò di incrociare il suo sguardo più volte, ma non ottenne nulla. L’uomo lo ignorò del tutto, lasciandolo a crogiolarsi nel terrore.

Attese fino alla fine del turno di lavoro, quando tutti gli altri se ne erano andati, e si diresse verso il suo enorme ufficio. Rimase di fronte alla porta quasi trenta secondi, cercando il coraggio necessario per bussare.

Alla fine si fece forza e battè il pugno contro la porta.

<<Avanti>> disse la sua voce possente dopo una decina di secondi.

Carlo entrò, e vide il capo seduto alla sua postazione. Appena lo riconobbe, quest’ultimo gli sorrise.

<<Salve, Cardarella>> esclamò quest’ultimo alzandosi subito in piedi. Si avvicinò a Carlo, senza smettere di fissarlo negli occhi, e quest’ultimo si sentì subito molto intimidito. Il capo torreggiava su di lui, e nonostante la sua giovane età, si sentiva quasi suo figlio.

<<Me l’ha scritto lei il messaggio, vero?>> esclamò poi, tentando di suonare minaccioso.

L’altro fece una faccia forzatamente sorpresa, palesemente falsa.

<<Di quale messaggio parli?>>

Carlo sbuffò.

<<Il messaggio con il video di quello che ho fatto ieri qui>>  disse poi a bassa voce.

Il capo sorrise.

<<Esiste un video di quello che hai fatto ieri?>> chiese il capo <<Cavolo, questo si che è un casino….per te, si intende….se finisse nelle mani sbagliate, e si scoprisse che ti masturbi in ufficio, credo che molte aziende non vorrebbero più avere nulla a che fare con te…e penso sarebbe anche piuttosto difficile da spiegare a tua moglie, non è vero?>>

Carlo era furente. Non sapeva cosa diavolo rispondere, avere la battuta pronta non era proprio nel suo dna. Si sentì ancora più umiliato del giorno prima, totalmente alla mercè di un ragazzo che aveva appena conosciuto.

<<Cosa vuole da me?>> sussurrò a denti stretti.

Il capo allargò il suo sorriso.

<<Tutto>> rispose semplicemente <<Ogni centimetro del tuo corpo, e possibilmente anche la tua mente. D’ora in poi sei mio, ma tranquillo, ti tratterò bene>>

Carlo non poteva crederci. Avrebbe voluto tirargli un cazzotto e scappare, ma quello che aveva detto era vero. Non poteva fare nulla, altrimenti tutti avrebbero visto quel video, e lui non sarebbe più potuto uscire di casa per la vergogna.

Non riusciva a fissare negli occhi il capo. Rimase in silenzio, senza sapere cosa dire e cosa fare.

<<Vedo che sei rimasto senza parole>> commentò l’altro, avvicinandosi a lui. Sentendo l’enorme presenza accanto, Carlo era tentato di indietreggiare, ma si disse che non sarebbe servito a nulla.

<<Non sono rimasto senza parole>> replicò lui, con un tono rabbioso <<Sono soltanto disgustato da quello che è disposto a fare per scopare>>

Il capo gli sorrise, e gli si avvicinò ancora di più. Gli prese un braccio, e con l’altra mano gli afferrò il viso, e lo spinse verso l’alto, costringendolo a guardarlo negli occhi.

Carlo osservò il suo viso lievemente effeminato che lo osservava, disteso e rilassato. La mascella era però serrata, e lo sguardo non lasciava spazio a fraintendimenti: quell’uomo era intenzionato a farlo suo.

<<Ti garantisco che quando avrò finito con te, sarai tu a pregarmi di farlo di nuovo>>

Carlo era molto scettico a riguardo.

Senza aggiungere altro, l’uomo fece scendere una mano sul suo petto, e cominciò a massaggiarlo. Con l’altra mano, invece, prese a solleticargli dolcemente la schiena, su e giù, provocandogli brividi tutt’altro che spiacevoli.

<<Basta>> sussurrò Carlo, cercando di allontanarsi dal corpo dell’altro.

<<Ma se ho appena cominciato…>> rispose l’altro, a bassa voce. Poi lo afferrò dai fianchi, e lo spinse contro il muro. Premette tutto il suo corpo contro quello del sottoposto, schiacciandolo sotto il suo peso, e cingendolo in modo molto forte, così che non potesse liberarsi in alcun modo.

Carlo si sentiva in trappola. Le mani del suo capo si muovevano rapide sul suo corpo, solleticandolo e giocando con lui. Si sentiva pressato, e avvertiva fortissimo l’odore dell’altro, molto maschile nonostante la sua apparenza leggermente femminea.

Il capo cominciò a giocare con i suoi capezzoli, prima piano e poi stringendoli sempre più forte tra le sue possenti dita.

<<Ahia>> esclamò Carlo, provando dolore. Immediatamente l’altro aumentò la presa, e lo spinse ancora di più contro il muro. Il capo si stava eccitando sempre di più, mettendo tra lui e il sottoposto un membro che ormai era sempre più ingombrante e gonfio.

Dopo qualche istante, le mani del capo scesero in basso, e cominciarono ad afferrare il pene di Carlo. Quest’ultimo si sentiva a quel punto totalmente sotto il controllo dell’altro, e trovava difficile non abbandonarsi alle sensazioni super complesse che stava provando.

Chiuse gli occhi, e rimase immobile, mentre il suo attrezzo si gonfiava. A quel punto il capo si chinò, e cominciò a baciargli il collo, leccandolo minuziosamente. Era strano avvertire quanto l’altro si stesse eccitando, cosa che poteva chiaramente intuire dalle dimensioni e dalla durezza del pene premuto contro i suoi pantaloni.

Stranamente, la situazione lo stava eccitando a sua volta. Si sentiva quasi libero, come se quello che stava accadendo non fosse per nulla colpa sua, e quindi non dovesse affatto sentirsi in colpa.

Aprì gli occhi, e vide che il capo si stava spogliando. Sotto la maglietta vide il fisico tonico che si aspettava, che appariva quasi scolpito nella pietra. Guardò l’altro, e quello gli sorrise.

<<Toglimi i pantaloni>> esclamò, risoluto come al solito.

Carlo non potè fare a meno di obbedire, e si accorse con sorpresa che la cosa gli dispiaceva molto meno di quanto si aspettasse.

Slacciò i bottoni con difficoltà, visto che le dimensioni del pacco rendevano i pantaloni compressi più del dovuto, e una volta abbassati, si ritrovò di fronte ad un paio di boxer che sembravano sul punto di esplodere da un momento all’altro.

Senza dire una parola, il capo gli mise le due mani sulle spalle, e cominciò a spingerlo verso il basso. Carlo intuì cosa lo attendeva, e per un singolo istante provò ribrezzo. Tentò di resistere, ma la forza del capo era decisamente più intensa, e dopo qualche istante si dovette abbassare all’altezza del pube dell’altro.

Cominciò a sentire un odore non troppo forte, ma che lui percepì come intensissimo e penetrante. Era un misto di sperma e pipì, nulla che Carlo non avesse mai sentito, ma era strano avvertirlo sapendo che non era il suo. ( racconto gay hot porn tube gif)

Il boss abbassò le mutande, e rivelò un pene che non poteva essere meno lungo di venti centimetri.Era circondato da peli radi e bassi, che lo facevano apparire come un torrione in mezzo ad un campo di erba alta. Era spesso e carnoso, e sembrava incredibilmente duro.

Carlo alzò la testa verso il boss, e vide il suo viso color caffè che lo fissava soddisfatto. I suoi occhi marroni trasmettevano piacere, e la bocca era leggermente aperta, indicando che era completamente rilassato.

A quel punto quest’ultimo lo spinse di nuovo in basso, e avvicinò la sua faccia al pene. Carlo avvertì l’odore sempre più forte, finchè non si trovò a un centimetro dal membro pulsante. Ebbe un istante di incertezza, poi senza pensare a nulla si fece avanti, e cominciò a baciarlo.

Afferrò il capo per le gambe, per sostenersi meglio, e prese a strusciare le labbra contro il pene. Si accorse subito che quest’ultimo stava diventando sempre più grosso e pulsante, e istintivamente estrasse la lingua.

Non sapeva bene come procedere, così cominciò a leccare ovunque, finchè ad un certo punto, il membro trovò naturalmente la strada per la sua bocca,e penetrò all’interno. Sentì che il capo faceva dei versi di piacere, e si accorse che anche il suo pene stava cominciando a diventare duro. Era stranissimo, ma decise che era stupido metterlo in dubbio. Se il suo pene era contento, allora voleva dire che doveva esserlo anche lui.

Il capo gli passò le mani dietro la testa, e la afferrò saldamente. Poi cominciò a spingere con tutto il bacino, occupando al massimo il volume della sua bocca, e arrivando a penetrargli la gola.

Carlo si sentiva completamente pieno, e avvertiva che l’altro stava godendo molto. Cercò di far lavorare la lingua, ma si rese conto che era bloccata di lato dall’enorme presenza nella sua bocca, schiacciata contro il lato interno della guancia.

Avvertì una sensazione di bagnato, mentre il capo continuava a spingere, sempre più rapidamente. Gli massaggiava il retro della testa con le mani, e in quel momento lui si sentì totalmente soggetto all’altro, ancora più di prima.

<<Lecca tutto, troia>> gli sussurrò il capo, e in quel momento avvertì l’esplosione.

Quasi venne spinto indietro per la potenza, e si sentì inondare dal liquido caldo, che lo invase completamente, cercando subito la via per la sua gola.

Si sentì mancare il fiato, e gli venne da tossire, ma lo sperma stava già scendendo lungo la sua gola.

Il capo si staccò da lui, e lo osservò con aria soddisfatta.

Carlo si stava rialzando, quando l’altro gli diede alcuni schiaffetti sulla guancia.

<<Brava, puttanella>>

Si sentì umiliato, privato della sua dignità, e prossimo a vomitare per l’ingente quantità di sperma che lo aveva invaso. Ma aveva anche il pene durissimo, e avvertiva un eccitazione incontrollabile.

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